Wildlife Photographer of the Year 2017

di Elisabetta Spinelli

Sewage surfer ©Justin Hofman

Wildlife Photographer of the Year è il concorso di fotografia naturalistica più antico e prestigioso al mondo.

Organizzato fin dal 1964 dal Natural History Museum di Londra, un’istituzione nel campo della divulgazione scientifica e della tutela della biodiversità, assegnerà i suoi premi il 20 ottobre, in concomitanza con l’apertura della relativa mostra nelle sale del museo. Una mostra che ogni anno poi viene portata in giro per il mondo (anche in Italia).

Predatori, maestosi mammiferi e creature degli abissi sono i protagonisti degli scatti finalisti.

Tra i finalisti c’è anche “Sewage Surfer“, lo scatto di Justin Hoffman che ritrae un cavalluccio marino intento a trascinare un cotton fioc rosa. La foto, realizzata in indonesia, è diventata il simbolo del “mare di plastica” che invade e inquina le nostre acque: secondo uno studio recente di Goletta Verde, infatti, il 96 per cento dei rifiuti galleggianti nei mari è costituito da prodotti realizzati in questo materiale. Se non si correrà presto ai ripari nel giro di trent’anni sacchetti, bottiglie e reti sostituiranno i pesci nelle acque di tutto il mondo.

Swim gym ©Laurent Ballesta

Anche quest’anno insomma i fotografi del Wildlife Photographer of the Year hanno dimostrato di non essere meri osservatori della natura ma anche e soprattutto vigili sentinelle dei cambiamenti e delle minacce in atto. I nomi dei vincitori del prestigioso premio verranno resi noti come ogni anno dal Natural History Museum di Londra il prossimo 20 ottobre, in concomitanza con l’apertura al pubblico della relativa mostra nelle sale del museo.

Le foto arrivate in finale sono state selezionate tra oltre 50mila scatti giunti da fotografi professionisti e non di 92 paesi del mondo intero.

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