Weegee. Murder is my business. A Reggio Emilia

di Elisabetta Spinelli

Foto dell'Autore (courtesy of http://limmagineprecaria.wordpress.com)

Foto dell’Autore (courtesy of http://limmagineprecaria.wordpress.com)

Palazzo Magnani, a Reggio Emilia, mette in mostra la New York spietata e sanguinaria degli anni 30, catturata dall’essenziale obiettivo di Arthur felling, meglio conosciuto come Weegee.

Cruenti omicidi malavitosi, tragici incidenti stradali e devastanti incendi di case popolari sono i soggetti che il fotografo americano predilige per la crudezza e il forte impatto sull’osservatore.

Le fotografie esposte, intensamente drammatiche, a volte sensazionalistiche, di crimini e fatti di cronaca di New York, gettano le basi di quello che verrà poi definito giornalismo da tabloid. Per un intenso decennio dal 1935 al 1946, Weegee è stata forse la figura che ha dimostrato in modo incessante la maggiore inventiva nel panorama della fotografia americana.

Il suo nome divenne letteralmente leggenda, tanto che il regista Stanley Kubrick (a cui Palazzo Magnani ha dedicato una mostra fotografica nel 2011) arrivò ad affermare, riferendosi ai primi anni della sua carriera – quando film come Il bacio dell’assassino oppure Rapina a mano armata rispecchiavano suggestivamente il clima delle metropoli americane – che una delle fonti della sua ispirazione era proprio il fotografo Weegee. Kubrick lo volle infatti come consulente per le riprese nel 1958 del film Il dottor Stranamore.

Un nota immagine di Weegee (courtesy of ICP museum New York City)

Un nota immagine di Weegee (courtesy of ICP museum New York City)

Prendendo il titolo della mostra che Weegee curò per se stesso alla Photo League nel 1941, Murder is My Business (L’omicidio è il mio lavoro), esposta a Palazzo Magnani, intende gettare luce sulla violenza e il caos urbano, soggetti al centro della prima produzione artistica del fotografo. Come fotoreporter freelance in un’epoca in cui New York contava almeno otto quotidiani e le agenzie di stampa iniziavano allora a gestire immagini fotografiche, Weegee si trovò davanti la sfida di catturare immagini uniche di eventi che facessero notizia per poi distribuirle velocemente. Lavorava quasi esclusivamente di notte, partendo dal suo minuscolo appartamento di fronte alla Centrale di Polizia non appena la sua radio – sintonizzata sulle frequenze della polizia – lo informava di un nuovo crimine. Arrivando spesso prima delle stesse Forze dell’Ordine, Weegee ispezionava con attenzione ogni scena per trovare l’angolazione migliore. Gli omicidi, sosteneva, erano i più facili da fotografare perché i soggetti non si muovevano mai e non si agitavano.

La mostra si focalizza sulla violenza urbana e la vita nelle strade, al centro della sua prima produzione artistica. La sua carriera in ascesa come fotoreporter negli anni 30 coincise con la fine della depressione e l’abrogazione del proibizionismo e un giro di vite da parte del governo nei confronti del crimine organizzato.  Tra le conseguenze di tale mutamento delle circostanze storiche vi fu un’escalation di omicidi e alri reati violenti. Weegee intendeva fotografarli tutti.”  Cosi Brian Wallis descrive l’esposizione di cui è curatore.

Oltre a 100 scatti originali in  bianco e nero anche una ricostruzione parziale dello studio del fotografo.

Sito della mostra.

Fondazione Palazzo Magnani, Corso Garibaldi 31 – Reggio Emilia

Fino al 14 luglio.

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