The liquid stage. Storie di uomini e acqua

di Elisabetta Spinelli

Collettiva fotografica di FRANCESCO ALESI, LUIGI BALDELLI, SIMONE CERIO, ALESSANDRO GANDOLFI, GIANMARCO MARAVIGLIA, SERGIO RAMAZZOTTI, DAVIDE SCAGLIOLA, BRUNO ZANZOTTERA

Awas Abad, Afghanistan (ph.: Sergio Ramazzotti, National Geographic)

The Liquid Stage: giro del mondo in 38 scatti “a base di acqua”: dall’Egitto al Cile, dalla Tunisia al Bangladesh, dalla Russia alla Thailandia, dal Brasile alla Nigeria, dal Congo alla Mongolia, dagli Stati Uniti all’Italia. L’acqua diventa un palcoscenico liquido, sul quale vanno in scena, in infinite repliche sempre uguali e sempre diverse, la commedia e il dramma dell’umanità.

Più di una guerra, fra quelle che hanno funestato l’ultimo secolo, si è combattuta per l’acqua, e altre se ne combatteranno: quando ha sete, anche l’uomo più mite è disposto a imbracciare un fucile per placarla. Il mare, anche se ogni giorno è più povero di vita, è fonte di sostentamento per centinaia di milioni di persone.

L’acqua, che ricopre il 71% della superficie del pianeta Terra, forma anche i 7/10 del corpo dell’uomo, di tutti gli esseri umani. La maggior parte delle confessioni religiose narra di un mito fondatore o ri-fondatore (come il Diluvio Universale) basato sull’acqua, e per milioni di accoliti di tutte le fedi, l’acqua – di una fonte battesimale, del Gange, dell’alveo di un lago sacro in terre animiste o delle vasche di abluzione sul retro di una moschea – è l’elemento base dei riti di purificazione e di ricongiungimento col divino.

Amritsar, India (ph.: Sergio Ramazzotti, National Geographic)

Il rapporto fra l’essere umano e l’acqua è indissolubile: ne nascono storie delicate, poetiche e drammatiche, che in certi casi hanno in sé la grandezza di un’epica. L’acqua, dolce o salata, corrente o stagnante, pura o avvelenata, contenuta in una piscina, un’acquasantiera o nel letto di un fiume, l’acqua che sostiene la chiglia di un peschereccio e quella divenuta strato di ghiaccio durante un lungo inverno boreale, è la ferriera dove bambini lavorano per smantellare vecchie navi e il bacile nel quale ci si bagna per perpetuare un rituale vecchio di due millenni.

Dal 12 gennaio al 1 febbraio 2012 allo Spaziofarini6, in via Farini, 6 a Milano

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