The dream of Gengis Khan – Said Atabekov

di Elisabetta Spinelli

 

The-Dream-of-Gengis-Khan di Said Atabekov (1998)

Reduce dalla Biennale di Venezia e dalla mostra “Ostalgia” presso il New Museum di New York, ritorna a distanza di due anni dalla sua prima personale italiana, Said Atabekov. Negli spazi della Galleria Impronte di Milano presentato un nuovo progetto espositivo: The Dream of Gengis Khan, una mostra a cura di Marco Scotini, direttore del Dipartimento di Arti Visive, Performative e Multimediali NABA.

Atabekov presenta a Milano alcuni tra i più importanti progetti del suo percorso artistico, tra cui il foto-film Farewell of Slavianka e il ciclo fotografico Korpeshe-Flags. La mostra raccoglie lavori che vanno dal 2004 ad oggi sotto il titolo comune The Dream of Gengis Khan – una delle espressioni più ricorrenti dell’artista kazako.

 

Way to Rome di Said Atabekov

Ma a quale “sogno” Atabekov fa riferimento? Al sogno di che cosa? Atabekov propone un itinerario di memorie, di simboli e di luoghi, scenari di eventi storici. Tre progetti dell’artista kazako, costituiti da un fotofilmato, un video e un ciclo fotografico. Da anni noto sulla scena artistica internazionale per il suo mix linguistico di segni etnografici, memorie dell’avanguardia russa e interferenze globali post-sovietiche, il lavoro di Said Atabekov, più che per il materiale che mette in mostra, si impone per l’idea di “storicità”che esso informa. O meglio, il tempo in Atabekov coincide tanto con la materia quanto con lo strumento stesso che la plasma: è l’apparizione di qualcosa, ma anche, simultaneamente, il dispositivo che la fa apparire.

Nelle sue opere c’è sempre uno stato del tempo come “campo di differenze”. La distinzione tra realtà e finzione ormai non è più importante, piuttosto una linea di demarcazione divide l’attuale dal virtuale, il movimento dall’immobilità, l’interruzione dalla continuità, la direzionalità dalla sua assenza, la foto dal video, l’oggetto dal rituale performativo. E sono tali sdoppiamenti – nel tempo e del tempo – a coesistere all’interno di una stessa immagine.

 

Dal 15 dicembre 2011 al 18 febbraio 2012, presso la Galleria Impronte Contemporary Art, in via Montevideo 11 a Milano.

 

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