Storia della fotografia: l’archivio della famiglia Scafidi di Palermo

Introduzione di Antonio Lo Torto

Ogni fotografo è un pittore mancato o un pittore potenziale” sosteneva Pablo Picasso e, se la parola scritta può essere considerata la voce narrante del passato, dal Novecento in poi lo scettro passa all’ immagine, che tra fotografia e video sostituisce il meccanismo percettivo, compiendo un passo importante ed innovativo, cambiandone per sempre l’ approccio concettuale.

Dopo la presentazione della collezione di Domenico Nardozza, fatta qualche settimana fa, oggi vogliamo mostrarvi alcune immagini tratte dall’interessantissimo archivio della famiglia Scafidi di Palermo, fotografi da tre generazioni. Ennesima “scoperta” del nostro magico Rondinelli, Giusto Scafidi, figlio e nipote d’arte, ci trasporta in una Sicilia on the road che oggi non c’è più, fatta ancora di quegli stereotipi che, da sempre, ne hanno caratterizzato la sua “anima”: bambini semi-nudi che corrono per i vicoli, artigiani al lavoro, valigie legate con lo spago, la mitica Targa Florio.

Siamo negli anni ’60: l’inizio del cambiamento. Grazie al boom economico, un terra antica fa il suo ingresso in quella fase transitoria che la condurrà fino ai nostri giorni. Nonostante il rapido sviluppo (dovuto essenzialmente all’introduzione delle leggi sulla proprietà agraria, che miravano a eliminare il latifondo, e alle rimesse del gran numero di lavoratori emigrati nell’Italia del Nord ed all’estero), l’economia della regione rimane, però, principalmente basata su attività produttive di tipo tradizionale. E le immagini documentano tutto questo: il pescatore, il facchino, l’ortolano che vende i suoi prodotti col carretto, un uomo che discende una mulattiera a dorso d’asino.

Sono fotografie bellissime, pregne d’un romanticismo unico. Tecnicamente molto ben composte, costituiscono un frammento della storia della fotografia e del nostro Paese.

L’archivio storico di Franco e Giusto Scafidi

“Le immagini del secolo scorso, i momenti più drammatici di una Sicilia ancora distrutta dalla guerra, divisa tra fatti di mafia e popolazione indigente, immagini diventate esempi del neorealismo italiano che conquistò il mondo artistico di metà novecento, restano immortalate negli scatti presenti nell’archivio storico di Franco e Giusto Scafidi.

Giusto Scafidi, nato a Palermo nel 1904 inizio’ la sua attivita’ nel 1924 immortalando persone , costumi, vita quotidiana, fondando l’azienda di famiglia e continuando a collezionare immagini e ritagli di storia. Ben presto seguito dal figlio Franco che in eta’ precoce durante gli studi gia’ frequentava la studio fotografico del padre e iniziava l’attivita’ della seconda generazione Scafidi . Nel 1989 Franco comincio’ ad introdurre il proprio figlio Giusto nella Fotografia, intesa come Arte e non solo sotto l’aspetto commerciale. Tuttoggi, dopo 25 anni, Giusto, oltre ad effettuare i propri servizi fotografici, gestisce anche le immagini dell’archivio di famiglia dal quale giornali, case editrici e produzioni cinematografiche attingono continuamente per la ricostruzione di eventi storici sulla Sicilia.

La vecchia Palermo, con i suoi volti e i suoi mestieri ormai scomparsi, sono testimonianze che rappresentano la memoria storica di Palermo e della Sicilia. I rarissimi scatti sul bandito Giuliano e della sua uccisione, ma anche bellissime immagini sulle eleganti serate alle prime del Teatro Massimo, quelle di cronaca e mafia, gli arresti e i processi illustri dai Boss di “Cosa Nostra”, le immagini di Danilo Dolci e le protese per i diritti contadini, la documentazione sulle grandi manifestazioni come lo sciopero dell 8 luglio del 1960. Le immagini che raccontano il folklore siciliano con le su caratteristiche sagre e feste di paese, e quelle sui costumi dei palermitani. Gli innumerevoli negativi sulla corsa automobilistica italiana piu antica, la Targa Florio dal 1906 ad oggi, o i personaggi dello sport, in particolare sul Palermo calcio, che vide come illustri avversari calciatori come Rivera, Bettega, Causio e andando più indietro, “Tanino” Troja, Herrera, Sivori e Altafini, o il grande Tennis, la grande sfida tra Borg e Panatta o la coppa Davis , sono dei negativi di grande valore, tutti raccolti nell’ archivio storico di Franco e Giusto Scafidi.”

Il sito dell’archivio è visibile all’indirizzo: http://www.giustoscafidi.it/.

2 Responses to Storia della fotografia: l’archivio della famiglia Scafidi di Palermo

  1. conosco bene queste foto e ne conosco la storia, poichè mio padre Nicola Scafidi, autore delle foto, era un grande oratore ed amava raccontare gli aneddoti legati allo scatto di ogni singola immagine ritratta da lui.
    Con particolare enfasi raccontava l’aneddoto legato agli scatti fatti al bandito Salvatore Giuliano, al bambino nella naca a Palma di Montechiaro ed ai vecchietti che guardano passare una donna mentre stanno seduti sul muretto.

  2. L’ultima foto dal titolo “Vecchietti in riga” è stata scattata in Piazza Garibaldi, a Nicosia (En)…Riconosco il luogo perché li vivo.

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