Steve McCurry al MACRO Testaccio di Roma, in un allestimento di Fabio Novembre

di Elisabetta Spinelli

 

La ragazza afghana di Steve McCurry: una delle icone delle XX secolo (fonte: National Geographic)

Steve McCurry sbarca a Roma dopo la grande retrospettiva del 2010 a Milano. Dal 3 dicembre scorso, al Museo d’Arte Contemporanea di Roma, negli spazi espositivi della Pelanda al MACRO Testaccio, è di scena Steve McCurry, uno dei grandi protagonisti della fotografia del nostro secolo, premiato diverse volte con il World Press Photo Awards e insignito di tutti i massimi riconoscimenti nel campo della fotografia e del fotogiornalismo.

Il percorso espositivo della mostra affianca le immagini di McCurry per assonanza di soggetti e di emozioni, cercando fili comuni tra luoghi e persone immortalate a latitudini e in tempi differenti: oltre 200 fotografie – tra cui alcune “icone” del fotografo di Philadelphia, come il celeberrimo ritratto della ragazza afgana dagli occhi verdi – scattate nel corso degli oltre 30 anni della sua carriera di fotografo e di reporter.

Alla selezione dal vasto repertorio, sono affiancati lavori inediti più recenti, realizzati tra il 2009 e il 2011. Tra essi, il progetto “The last roll“, con le 32 immagini scattate in giro per il mondo utilizzando l’ultimo rullino prodotto dalla Kodak, una spettacolare serie di immagini dedicate al Buddismo scattate in Thailandia e in Birmania, e un lavoro inedito su Cuba. A chiudere la mostra, una selezione delle “fotografie italiane” di McCurry: un suo sguardo sull’Italia e sugli italiani, un omaggio al Bel Paese nell’anno del 150° anniversario dell’Unità.

 

Un'altra notissima immagine del fotografo newyorkese in mostra al MACRO Testaccio di Roma

Dopo l’affascinante allestimento di Peter Bottazzi al Palazzo della Ragione di Milano, un altro grande della cultura visiva italiana interpreta con una mostra il lavoro di uno dei fotografi più conosciuti dei nostri tempi.L’architetto e designer Fabio Novembre firma infatti l’allestimento della grande retrospettiva del MACRO Testaccio. Mentre nell’allestimento di Bottazzi le fotografie erano calate dall’alto in una disposizione ad albero, sospese da fili di ferro quasi invisibili o appese a leggere garze nere, nel percorso di Fabio Novembre sono raccolte in strutture reticolari in plexiglass dal forte impatto visivo. Ogni volume rappresenta una sorta di igloo, un rifugio all’interno del quale vengono appesi, anche in posizioni inconsuete -come sulla cupola – più di 200 fotografie scattate nella carriera trentennale del noto fotografo e reporter.

 

Dal 3 dicembre 2011 al 29 aprile 2012 MACRO Testaccio

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