Sandy Skoglund in mostra a Milano

di Elisabetta Spinelli

"Babies at paradise" di Sandy Skoglund

Classe 1946, artista emergente nella New York degli anni ’70, Sandy Skoglund sintetizza e rielabora la realtà percepita dall’immaginario collettivo,  rileggendo in maniera lucida e oggettiva la vita americana e, forse ormai non solo americana,  sempre più  alienata dalla Natura e, quindi, da se stessa. L’obiettivo  dell’ artista è quello di riavvicinare l’uomo alla sua naturalità e, così facendo, riuscire a ritrovarsi.

La fotografa americana è protagonista di una personale in cui si possono ammirare i lavori realizzati  tra gli Anni ’70 e ’90. Il suo essere artista affiora attraverso il concettuale (anni ’70 New York). Sono gli anni nei quali indaga il tema della ripetitività dell’arte come prodotto. Sul finire degli anni ’70 si avvicina alla fotografia come documentazione del suo lavoro ancora intimamente concettuale. Nascono i Tableau Photography, una caratteristica intrinseca al suo lavoro futuro. Skoglund ricerca un linguaggio universale, oltre le barriere culturali, linguistiche e razziali.

Foto di Sandy Skoglund

Un linguaggio fatto di immagini e di concetti assoluti,  che sono in grado di parlare allo spettatore al di la’ delle sue sovrastrutture  intellettuali. Cultura popolare e illustrazione commerciale si mescolano e nascono gli still life sul cibo (Peas on a plate, 1978). Il loro colore è artificiale, la freschezza un miraggio, il gusto irrimediabilmente perduto.  La nostra società così piena di possibilità e tecnologia, si ritrova a dover riscoprire necessariamente la Natura e la semplicità per poter sperare nella sua stessa sopravvivenza. Quasi una paradossale ironia.

 

 

 

Dal 19 maggio al 25 giugno 2011.

Cà di Frà – Via Carlo Farini, 2 Milano

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