“Racconti della città vecchia”. A Bari

Foto di Francesco Catalano, Francesca De Santis, Giovanni Musci, Francesco Pinto, Francesca Passarelli, Maria Pansini, Antonio Fantetti, Vito Marzano

di Elisabetta Spinelli

La locandina della mostra

Fotografare il centro storico di Bari è un viaggio in un quartiere denso di elementi, codici e segni da decodificare.

I Racconti della città vecchia sono visioni di otto fotografi che a Bari vecchia si ispirano e che in essa si perdono. Otto diverse traversate, otto umori di chi guarda la città e ad essa dà una forma.

Francesca De Santis ha materializzato il suo punto di vista in un passante curioso e colorato, un omaggio alla curiosità di chi scopre questo dedalo peninsulare di viuzze labirintiche e si ferma ad osservare. Francesco Catalano, tra le sue incessanti peregrinazioni, cammina e incontra le facce, la gestualità, il bianco e nero delle cose. L’anima del reporter indugia sul quotidiano che non fa notizia, ma riempie di vita le fotografie. Giovanni Musci si accorge di un culto profano, la squadra di calcio che rende Bari femminile e così “la Bari”, come una giovane innamorata alla quale fare omaggio, viene celebrata sui muri della città vecchia con scritte e galletti.

Foto di Antonio Fantetti (courtesy of corrieredelmezzogiorno.corriere.it)

Francesco Pinto invece le scritte sui muri le legge come un urlo, una violenza, la dissacrazione dell’abitato deturpato dai segni dell’inciviltà. Francesca Passarelli alla vecchia città dà forma di arco, tipica architettura dei centri storici mediterranei. Le sue geometrie mostrano un arcobaleno fatto di sfumature di grigio e lunghi pomeriggi assolati. Nelle fotografie di Maria Pansini il tempo cambia, la luce piove negli androni, i vecchi cortili sono stanze che registrano presenze intermittenti, oggetti e persone di passaggio, realtà provvisorie che la fotografia intercetta e restituisce.

I racconti di Vito Marzano e Antonio Fantetti respirano il sacro. Antonio Fantetti lo vive nell’oscurità della basilica, lo capta con discrezione tra le luci soffuse delle candele e sugli inginocchiatoi; la devozione è quella del rito ortodosso, ma nelle sue immagini la preghiera appare un fatto universale e allo stesso tempo intimo. Vito Marzano infine osserva ironicamente la commistione di sacro e profano e i fotomontaggi naturali che il paesaggio urbano racconta al suo occhio attento. Fa sorridere ma pirandellianamente, subito dopo l’avvertimento del contrario, lo sguardo ne indaga anche il sentimento.

Fino al 24 giugno alla Galleria Spazio Giovani, Via Venezia, 41 a Bari.

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