Prove: Leica M9 e M9-P. Telemetro Digitale di seconda generazione

di Tonino Bettini

La M9 nella semplice versione "black", equipaggiata con un classico 50mm f/1.4 Summilux (courtesy of leica.com)

Con la M9, Leica presenta la seconda fotocamera digitale dotata di un sistema a telemetro. Tutte le caratteristiche principali della nota serie Leica M analogica (scatola compatta, eccezionale qualità delle immagini grazie agli obiettivi Leica M e superba composizione delle immagini con il telemetro) sono state pienamente recepite dal digitale, prima con il modello M8 e, adesso, in questa sua naturale evoluzione. La fotocamera digitale professionale “Made in Germany” utilizza un sensore di immagine sviluppato appositamente per le esigenze del sistema Leica M, inoltre, quasi tutti gli obiettivi del sistema, a partire dal 1954, sono compatibili con questo modello.

Leica M9. 18 MegaPixels

La Leica M9 è dotata di un sensore d’immagine CCD con una sensibilità base di 160 ISO. Alla massima sensibilità (ISO 2500) consente di adattare il nuovo dispositivo all’inquadratura con luce naturale. La fotocamera presenta molte funzioni utili in fase di ripresa, tra cui un istogramma dei valori tonali che permette il controllo qualitativo dell’esposizione anche per i più piccoli dettagli del soggetto e su ogni ingrandimento di inquadratura. Attraverso il suo uso particolarmente semplice, con un numero limitato di elementi di comando e dei menu molto chiari, questo modello consente senza problemi di concentrarsi sull’essenziale, caratteristica fondamentale di tutte le fotocamere Leica.

Il sensore di immagine, di tipo CCD, è eccezionalmente silenzioso (da intendersi proprio in termini di “rumore”) ed è stato ottimizzato in funzione delle caratteristiche degli obiettivi Leica M. Fornisce una risoluzione di 18 MegaPixels. La tecnologia CCD, infatti, produce meno rumore di altri sensori, perciò è stata scelta per la Leica M9. Le impostazioni di sensibilità ISO (160-2500) permettono di scattare foto con una ricchezza di dettagli superiore rispetto ad una pellicola analogica. Lo speciale design del telemetro (senza specchio) è funzionale alla forma compatta e piatta della Leica M, ma espone ulteriormente il sensore ai raggi di luce. In ogni caso, per assicurare la qualità dell’immagine richiesta da Leica sono state prese alcune misure precauzionali. La combinazione di microlenti del sensore CCD  evita una sgradita vignettatura e un vetro protettivo particolarmente sottile (ridotto a 0,5 mm) impedisce la rifrazione indesiderata della luce, comune quando i raggi luminosi colpiscono obliquamente il sensore della macchina. Queste caratteristiche forniscono una qualità di riproduzione “pulita”, ricca, contrastata e in grado di registrare il colore in maniera eccezionale, anche negli angoli “morti” del fotogramma.

Leica M9. 24×36… nessun compromesso

La Leica M9 nella sua veste più conosciuta Silver (courtesy of leica.com)

Cinque anni or sono, quando uscì sul mercato la prima Leica digitale, Rainer Bültert, Product Manager per il sistema M presso Leica Camera AG dichiarò: “Anche se un rapporto di moltiplicazione delle focali di 1,5 è comune tra molti produttori, la LEICA M8 ha un sensore di immagine CCD con una superficie di inquadratura di 18×27 mm , pertanto, con un’estensione moltiplicativa di focale piuttosto corta (1.33), questo apparecchio digitale è in grado di conferire alle immagini diversi gradi di nitidezza. Anche con un diaframma molto aperto“. Il rapporto di moltiplicazione di 1,33 della Leica M8 conduceva ad un leggero spostamento della lunghezza focale della lente, così un obiettivo da 21mm risultava avere una lunghezza equivalente di un 28mm. In quello stesso periodo, la gamma degli obiettivi della serie Leica M fu completata da due lenti grandangolari con lunghezza focale da 16 e 28mm, utilizzati nelle fotocamere analogiche e digitali.

Oggi, con la M9, le cose sono cambiate. Infatti, abbinando un sensore ad altissima risoluzione alle performance superiori degli obiettivi M e alla raffinata elaborazione dei dati digitali acquisiti, si ottengono immagini al più alto livello in situazioni fotografiche di ogni genere. Il sensore immagine CCD da 18 megapixel, progettato e messo a punto in modo specifico per questa fotocamera, copre senza compromessi l’intero formato corrispondente alla pellicola 35mm.

Ttutti gli obiettivi M montati sulla M9 offrono lo stesso angolo di campo di quando venivano usati sulla pellicola. Questo significa che l’alta risoluzione e l’esclusiva qualità d’immagine dell’attuale fotocamera digitale M9 è in grado di sfruttare in pieno le enormi potenzialità degli obiettivi Leica. Detto in altri termini, non si è cercato di modificare gli obiettivi per adattarli al sensore immagine, ma si è proceduto al contrario. Questo porta ad immagini particolarmente ricche di dettagli, naturali, autentiche. Senza compromessi.

Leica M9. Le ottiche: un sistema di codifica innovativo

La M9 in versione "Titanium" (courtesy of leica.com)

La M9 è utilizzabile praticamente con quasi tutti gli obiettivi Leica M prodotti dal 1954 in poi. L’eccezionale compatibilità è stata mantenuta, nonostante il passaggio dalla pellicola al digitale. I nuovi clienti, per i quali la prima fotocamera Leica è proprio una M9 digitale, dispongono di molte opzioni da sfruttare, beneficiando dell’altissima qualità germanica di questi prodotti. Grazie alla loro grande precisione, meccanica e ottica, e alla loro eccellente proprietà d’immagine, le attuali ottiche Leica M sono ideali proprio per le applicazioni digitali. Inoltre i criteri di rendimento, garantiti ad esempio dal rivestimento di ciascuna lente, erano già a livelli standard, pertanto non è stato necessario aggiungere appositamente nulla di più per  creare delle “ottiche digitali” specifiche.

La nuova codifica a 6 bit sulla baionetta, permette alla fotocamera di identificare il tipo di obiettivo utilizzato. Queste informazioni vengono utilizzate per migliorare ulteriormente l’immagine, compensando la vignettatura artificiale. Inoltre, il tipo di obiettivo montato viene salvato nel file immagine Exif. Tutt le ottiche fornite dalla fabbrica dal 1 luglio 2006 presentano questa nuova codifica, ma possono anche essere utilizzate senza restrizioni sia sui modelli analogici Leica M7 e Leica MP attuali, sia sui classici modelli in produzione dal 1954. È possibile dotare ulteriormente di questo sistema di codifica i modelli di obiettivi attuali, nonché molti modelli più datati, per garantire l’ottimizzazione delle immagini direttamente dall’apparecchio. Le lenti sono completamente compatibili con la M8 senza modifiche se, però, si rinuncia ad utilizzare alcune funzionalità aggiuntive.

Leica M9. Il famoso telemetro

Il sistema a telemetro Leica distingue la M9 (e tutte gli altri modelli della casa tedesca) dalle fotocamere reflex e compatte presenti sul mercato. Il telemetro rende una macchina fotografica perfetta sia per i reportages e le riprese in luce naturale, sia per i ritratti “discreti”. Il fotografo partecipa attivamente al processo e utilizza il mirino per inquadrare ciò che vuole immortalare, sia esso una scena, uno stato d’animo o un momento speciale. In tal modo, può sempre vedere cosa c’è al di fuori della cornice del mirino. Così può cogliere il momento decisivo e scattare la foto nell’attimo cruciale. Risultato: fotografie particolarmente naturali, che sembrano non manifestare la presenza del fotografo. Mentre l’esposizione consente al fotografo di vedere il suo soggetto in condizioni di scarsa luminosità, il mirino offre un contrasto chiaro e una messa a fuoco rapida e precisa. Associato all’attivazione immediata, tipica della fotografia digitale, il principio del mirino pone le fotocamere a telemetro Leica M tra le più veloci al mondo.

Una suggestiva immagine della "Titanium" equipaggiata con un Summilux 35mm f/1.4 (courtesy of terakopian.com)

A differenza dei sistemi reflex – in cui la messa a fuoco viene effettuata dall’obiettivo e la precisione di misurazione è determinata dalla lunghezza focale e dall’apertura del diaframma – la lunghezza del percorso ottico del telemetro Leica M rimane invariata, indipendentemente dall’obiettivo e ciò aumenta notevolmente il suo grado di precisione, specialmente a brevi lunghezze focali. Il campo di misurazione del contrasto, nel centro dell’immagine, garantisce una rapida messa a fuoco, precisa ed accurata, anche in condizioni di illuminazione molto scarsa. Il selettore campo immagine consente al fotografo di simulare il risultato a una diversa lunghezza focale e quindi di determinare quale sia quella giusta senza dover cambiare obiettivo. Le sei differenti linee luminose mostrano sempre l’inquadratura esatta, la loro posizione è regolata sulla base della correzione automatica della parallasse in funzione della messa a fuoco. Tutte le altre informazioni rilevanti per un risultato perfetto, come l’ambiente del soggetto, sono visibili nel mirino a cornice luminosa, ciò costituisce una situazione ideale per  un’inquadratura spontanea e discreta.

Leica M9. L’otturatore

L’otturatore a tendina lamellare di metallo, con comando elettronico, assicura dei tempi di esposizione fino a 1/8000 secondi. Anche in buone condizioni di illuminazione il fotografo dispone di una grande libertà di composizione dell’immagine grazie alla nitidezza dell’immagine selettiva con il diaframma aperto. La sincronizzazione breve del flash (1/250 di secondo) permette di scattare foto con il flash anche in pieno giorno e con la possibilità di messa a fuoco selettiva.

Leica M9. Il Flash M-TTL: innovazione inattesa

L’otturatore a tendina lamellare metallica della Leica M8 consente la sincronizzazione molto breve (fino a 1/250 secondo). Inoltre, questo apparecchio utilizza la più recente tecnologia di flash M-TTL, che ha la particolarità di emettere un pre-flash di misura appena prima del lampo definitivo. La misurazione TTL della luce riflessa dalla superficie del terreno determina l’esatta potenza necessaria al flash principale. L’aggiunta di un lampeggiatore alla luce ambiente produce infatti un’atmosfera naturalmente luminosa.

La funzione Auto Slow Sync consente di utilizzare la modalità a priorità di diaframmi in combinazione con il flash. Essa fornisce uno sfondo bilanciato, anche in caso di variazione dell’intensità della luce. Una volta ottenuta l’esposizione corretta, viene emesso un lampeggio di adeguata potenza. In base all’esperienza o all’ effetto desiderato, è possibile predefinire i diversi tempi di esposizione per la modalità a priorità di diaframmi. Possono essere inseriti manualmente o quando si utilizza un obiettivo codificato impostato automaticamente secondo la solita formuletta empirica:

1/lunghezza focale = tempo di esposizione in secondi.

Leica M9. L’architettura e i materiali

Leica a confronto: la M9 accanto alla prima Leica della storia.. (courtesy of tomgrillblog.blogspot.com)

Come sostengono in casa Leica, “non è raro che una Leica diventi la compagna di una vita per il suo proprietario“. Questo vale anche per la digitale Leica M9: nonostante il sensore considerevolmente più grande, è stato possibile mantenere il corpo compatto dei modelli che l’hanno preceduta, le Leica M8 e M8.2. La robusta copertura di protezione e la solida piastra inferiore sono realizzati in ottone massiccio, con un processo moderno di fresatura. L’involucro sigillato in metallo è in lega di magnesio ad alta stabilità, per un uso professionale. La batteria e gli slots per le schede SD si trovano sotto il pannello inferiore e quindi risultano ben protetti dalla polvere e dall’umidità. Inoltre, ciò previene efficacemente l’apertura involontaria e, quindi, la perdita della batteria e della scheda SD durante un reportage. Complessivamente è stata aumentata la resistenza dell’apparecchio nella costruzione del sistema Leica M.

Con le sue piccole dimensioni di 138,6 x 80,2 x 36,9 mm, la M9 corrisponde, millimetro più millimetro meno, alle dimensioni ideali delle sue sorelle, l’analogica Leica M7  e la digitale M8. Anche con alcune differenze in termini di elementi di controllo come, ad esempio, la scomparsa della leva di armamento e del pulsante di riavvolgimento, la Leica M9, vista da davanti, è praticamente identica al modello analogico. La discrezione dell’apparecchio, apprezzata da molti clienti, e la sua eleganza senza tempo sono rimasti invariati. Il montaggio e la regolazione del dispositivo, così come l’attento controllo di tutti i particolari meccanici ed elettronici, sono realizzati a mano nella fabbrica di Solms.

Leica Customer Service assicura le riparazioni per decenni, garantendo così una lunga vita al prodotto. Ecco perché tutte le M sono ancora in uso dal 1954.

La Leica M9 è in vendita su amazon.it al prezzo di 5.873 euro, più o meno… carissima, ma è una Leica. A quanto pare non dovrete più aver bisogno di altre fotocamere per il resto della vostra vita!

Leica M9 e Leica M9-P

Il display della M9-P e la strumentazione "all'osso" sul dorso della fotocamera (courtesy of ephotozine.com)

La M9 dispone ora di una sorella quasi gemella, la nuova Leica M9-P. In termini di tecnologia, sono assolutamente identiche e pertanto presentano esattamente le stesse qualità e prestazioni. Le uniche differenze si trovano in alcune caratteristiche di dettaglio.

Le dimensioni compatte delle fotocamere Leica M, il loro aspetto poco appariscente, il design minimalista e lo scatto quasi impercettibile degli otturatori permettono ai fotografi Leica M di quasi scomparire nello sfondo della scena. Ora, la M9-P rende la fotografia ancora più riservata: al posto del logo rosso sul frontale, questo modello reca incisa sulla calotta superiore la classica e molto meno vistosa denominazione Leica, a tutto vantaggio della discrezione.

A protezione del monitor LCD, la Leica M9-P presenta una durissima copertura antigraffio in cristallo zaffiro, praticamente indistruttibile. Il cristallo zaffiro è uno dei materiali più duri che si conoscano, così duro che si può lavorare soltanto con speciali utensili diamantati. Il trattamento antiriflettente su ambedue i lati del vetrino protettivo migliora ulteriormente la visione dell’immagine sullo schermo, soprattutto nelle più sfavorevoli condizioni di illuminazione.

La Leica M9-P è disponibile a scelta nella classica cromatura argento Leica oppure in finitura smaltata nera – la M9 offre due opzioni: elegante grigio acciaio oppure vernice nera. La Leica M9-P dispone anche del rivestimento sintetico in vulcanite, la cui superficie offre ottime caratteristiche di presa.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Connect with Facebook