Prove: Fujifilm FinePix HS20EXR

Fujifilm FinePix HS20EXR (courtesy of fujifilm.com)

di Emanuele Spinelli

La Fuji HS20EXR è la prima FinePix con zoom ottico 30x a regolazione manuale, avanzate funzionalità fotografiche e ripresa video full HD. I fotografi esperti, che desiderano la versatilità e le prestazioni di una reflex, senza però lo stesso ingombro e senza dover affrontare spese eccessive, ora dispongono della soluzione ideale: la FinePix HS20EXR di Fujifilm.

L’architettura

Mentre il bridge risulta sempre più orientato verso la compattezza, con l’arrivo di modelli sprovvisti di settaggi manuali(come la Olympus SP-800 UZ, altro modello dotato di zoom 30x), Fujifilm persevera nell’occupare il segmento dei più esperti, con molti pulsanti e funzionalità manuali. Infatti, la Finepix HS20EXR propone un’impugnatura da reflex, stupefacente nel panorama attuale, che sedurrà gli amanti dei settaggi.

Sebbene sia stata sottoposta ad una dieta ferrea, perdendo 200g rispetto alla Finepix S200EXR, con l’arrivo dei micro-bridges  e delle macchine ultracompatte come la Sony NEX-5 (meno di 500g compreso il suo zoom in dotazione), la HS20EXR ci appare ancora piuttosto pesante ed ingombrante. In ogni caso la costruzione è eccellente e la presa ottima: l’impugnatura profonda ed il rivestimento granitico assicurano una buona aderenza. Interruttore, ghiere di regolazione e vano scheda SD sono perfettamente realizzati (le ghiere, in particolare, hanno un clic ben marcato ad ogni scatto senza però esser difficili da girare).

L’anello meccanico dello zoom è un po’ rigido, ma permette un’inquadratura rapida  precisa. Il passaggio dalla focale più corta a quella più lunga si effettua in un terzo di giro, cosa che può effettivamente causare qualche problema nell’impugnatura: l’anello è situato sotto il flash, contro il quale il dito può facilmente sbattere in caso di rotazione rapida. Comunque, non tutti i mali vengono per nuocere: in questo modo il flash, una volta  aperto, resta più lontano dall’obbiettivo e ciò, ad esempio, risulta utile nel ridurre il rischio di occhi rossi.

Il retro della macchina è leggermente meno curato: la plastica dei bottoni è meno allettante e la regolazione del “trifoglio” decisamente perfezionabile. La HS20EXR offre tuttavia numerosi accessi diretti: sensibilità, esposizione, messa a fuoco, bilanciamento dei bianchi, ecc. dispongono di bottoni dedicati, così come la registrazione video. Lo schermo orientabile dispone di un assemblaggio curato, ma di una definizione limitata a 230.000 punti, molto lontana dal comfort offerto da altri display, come quello della Canon Powershot G12 o della Samsung EX1.

Il mirino, purtroppo, è piuttosto piccolo ed é sensibile “all’effetto arcobaleno”: molto lontano dalla qualità dei mirini LCD di gamma alta o di quelli ottici. In ogni caso, Fuji ha adottato un sensore di prossimità che permette di passare automaticamente dallo schermo al mirino e che può essere disattivato se si utilizza soltanto il display.

Come si comporta con le foto…

Il lunghissimo zoom della HS20EXR (courtesy of fujifilm.com)

La Fuji HS20EXR è un po’ lenta all’avvio, ma una volta accesa risulta piuttosto reattiva: seppur senza raggiungere le prestazioni di certe compatte dell’ultima generazione, l’autofocus lavora bene (soffrendo un pochino quando la luce è scarsa) ed il tempo necessario alla registrazione di una foto è ragionevole. Soltanto la registrazione di una raffica risulta un po’ lunga (una decina di secondi circa), ma è il prezzo che bisogna pagare se si vogliono scattare sette immagini in sette decimi di secondo. Da segnalare la funzione “immagine ottimale”, che consente di registrare delle immagini prima di scattare la foto.

Da uno zoom 30x ci si attende sempre il peggio: impossibile immaginare una tale escursione focale senza nessun compromesso. I risultati tuttavia non sono male: la precisione è buona al centro immagine praticamente a tutte le focali e “tirando” una stampa a 20x30cm non si evidenziano particolari problemi. Purtroppo la HS20EXR è particolarmente sensibile ai flares – riflessi parassiti all’interno dell’obbiettivo – legati sicuramente ad una formula ottica complessa.

La gestione del rumore è stata per molto tempo una specialità di casa Fuji, grazie ai Super CCD, ma le ultime generazioni concorrenti hanno ridotto lo scarto. In questo caso Fuji utilizza un CMOS 10 Mpx simile a quello adottato sulla Nikon P100. A parità di materiali Fuji se la cava con onore e solamente a 1600 ISO il degrado diventa veramente visibile.

… e con i video

Infine, per quanto riguarda la funzione video della fotocamera, da una definizione Full HD registrata in progressive (30 immagini piene al secondo) ci si aspetta l’eccellenza. Nessuno sarà deluso: l’immagine è precisa e l’autofocus continuo, anche se  a volte può risultare lento, soprattutto alla focale più lunga. La presa audio è buona, gli effetti stereo ben audibili (i microfoni sono ben separati, da una parte e dall’altra dell’obbiettivo). Allora perché non promuoverla a pieni voti vi starete chiedendo? Da un lato perché lo zoom manca di fluidità, dall’altro il rolling shutter (la trasformazione delle linee rette in oblique in una rotazione panoramica) è piuttosto evidente. I più accaniti del video potranno risolvere il primo problema grazie ad un treppiedi ed il secondo problema non dovrebbe disturbare tutti, tuttavia sono lacune da prendere in considerazione.

La Fujifilm FinePix HS20EXR è disponibile sul sito di Amazon Italia a poco più di 300 euro. La spedizione è gratuita.

 

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