Professione fotoreporter: studiare per migliorare professionalmente

Informarsi sulla cultura locale, sulle tradizioni e sulle feste nazionali del paese in cui ci si trova può sicuramente essere un vantaggio se si vuole realizzare un reportage "completo" (ph.: A. Lo Torto - Java, Indonesia 2002)

Ammettiamo che, tenendo presenti i consigli esposti negli articoli precedenti, siate riusciti ad individuare quello che potrebbe essere il vostro soggetto. C’è una cosa, allora, che dovete stabilire: è possibile realizzare un lavoro fotografico che riesca ad esprimere anche le vostre sensazioni ed emozioni sul tema scelto, oppure dovete limitarvi ad un servizio che sia solo informativo, descrittivo o documentativo del soggetto?

Potrebbe sembrare una domanda retorica, ma invece contiene alcune implicazioni interessanti e non scontate. Infatti, utilizzare la fotografia solo come documento significa limitarne le potenzialità espressive. Operativamente vuol dire essere nel posto giusto al momento giusto (che non è poco) e lì realizzare un’immagine che sia tecnicamente il più buona possibile.

Molti sono assillati dalla corretta resa tecnica delle immagini (cosa molto importante), ma non è sicuramente tutto: le fotografie, oltre che corrette sotto questo aspetto, devono anche poter “raccontare” qualcosa. Le immagini tecnicamente perfette sono sicuramente necessarie – servono per farsi comprendere meglio – ma pretendere di trasmettere un messaggio utilizzando soltanto la tecnica è un po’ un’assurdità. Così come lo è cercare di farlo attraverso un singolo fotogramma. Infatti, per comunicare, le immagini non possono prescindere dal contenuto che, nella stragrande maggioranza dei casi, è trasmissibile attraverso un discorso fatto di immagini.

Per avviarsi sulla strada del fotogiornalismo non è sufficiente scattare delle buone foto singole di qualche evento; certo, magari vi permetterà di guadagnare qualcosa, ma per farsi notare e ricordare, per crescere professionalmente, per fare il salto di qualità, insomma, bisognerà dare prova sia di affidabilità tecnica, che di originalità, cultura, creatività, preparazione ed intuito. Come? Realizzando un buon servizio su un buon soggetto.

Come abbiamo già fatto notare quando abbiamo parlato delle qualità essenziali che deve  possedere un soggetto per essere ritenuto interessante, occorre individuare quegli elementi del linguaggio fotografico utili a far sì che le immagini trascendano la pura descrizione, riuscendo ad esprimere quelle sensazioni in grado di emozionare il pubblico. Facile a dirsi, difficilissimo a farsi, impossibile da insegnare… possiamo limitarci a darvi soltanto un consiglio: per migliorare le vostre capacità “operative” dovete imparare a leggere una fotografia, ad esaminarla, ad analizzarla.

(ph.: A. Lo Torto - Java, Indonesia 2002)

Mediante lo studio delle metodologie tecnico-operative che un fotoreporter ha voluto utilizzare per raccontare al mondo le sue sensazioni in merito ad un soggetto adeguatamente scelto, è possibile capire come quell’autore ha trasmesso un determinato messaggio. Attenzione però: analisi degli elementi tecnico-operativi non vuol dire soltanto conoscenza degli strumenti utilizzati (con che macchina fotografica lavora o quanti ISO ha impostato per scattare quella foto), bensì consapevolezza di tutti gli elementi costitutivi e compositivi di un’immagine fotografica (a tal proposito vedi quanto detto in merito alla composizione fotografica). “Leggendo” le immagini con la stessa attenzione con cui si leggono le parole sulle pagine di un libro e facendo continuamente questo piccolo sforzo, prima o poi, sarete in grado di capire “come si fa” e, di conseguenza, di applicare alle vostre foto quanto avete appreso. State sicuri che vi tornerà in mente al momento opportuno.

C’è dell’altro: non sono soltanto la padronanza tecnica, le scelte operative conseguenti e un soggetto valido che generano un’immagine capace di emozionare chi la guarda, ma è fondamentale anche una certa attitudine a coinvolgere gli spettatori nel proprio lavoro. Come si fa? Prevalentemente con la capacità di calarsi nel periodo storico che si sta vivendo e, sicuramente, con un adeguato bagaglio culturale alle spalle. Mi spiegherò meglio con un esempio.

Camminando per strada incrociate la ragazza dei vostri sogni, quella che desiderate da tempo, ma che non avete mai osato sfiorare (neppure con il pensiero…). Che fate?

  1. niente (ogni lasciata è persa, ricordatevelo sempre)
  2. potete avvicinarla fischiandole e facendo pesanti e volgari apprezzamenti sulle sue curve
  3. potete seguirla con un mandolino facendole una serenata, apparendo così ridicolo, anacronistico e fuori luogo
  4. potete salutarla gentilmente e  iniziare una cortese e discreta conversazione per poi, chissà, invitarla al cinema a vedere quel film di cui si sono scritte e dette tante belle cose, dimostrandovi così dei tipi gentili, informati e curiosi tanto da suscitare (ma non è detto) la sua attenzione.

Immagine tratta dala "Storia di Erika" di A. Lo Torto (ph.: A. Lo Torto - 2003)

Ecco, questo stupido e banalissimo esempio è indicativo di quanto avviene in fotografia: è probabile che ci si esprima con le immagini nella maniera corrispondente al nostro modo di essere, alla nostra cultura e alla nostra educazione. Se siamo dei tipi volgari le nostre foto saranno volgari, se siamo superficiali le nostre fotografie rispecchieranno la nostra superficialità, se siamo retorici lo saranno anche le nostre immagini. Migliorarsi è perciò fondamentale: aggiornare la nostra cultura generale e, se non vogliamo correre il rischio di vivere fuori dal tempo, è indispensabile capire  cosa vuole e cosa ci offre il periodo storico che stiamo vivendo. Volenti o nolenti. Per essere informato e per prendere spunti un fotografo deve guardare, vedere, leggere, ascoltare, parlare, discutere; ma, soprattutto, deve aver voglia di farlo. Cinema, televisione, teatro, letteratura, pittura, grafica, design, fumetto, musica, informatica e quant’altro devono essere il suo pane quotidiano.

Oltre che scegliere il soggetto occorre saper riflettere sull’argomento scelto, confrontarsi con esso, analizzarlo, approfondire conoscenze ed opinioni e, più di tutto, ascoltare sensazioni ed emozioni al proposito. Solo dopo questo “studio” del soggetto sarete in grado di individuare l’idea giusta per il vostro lavoro e di meditare su quali decisioni operative prendere per metterla in atto. L’individuazione e l’analisi di tutti gli strumenti a disposizione del mezzo fotografico vi saranno utili per intervenire e dare un significato emotivo alle vostre immagini e far sì che le vostre foto siano in grado di avere tanto una funzione descrittiva, quanto una più espressiva.

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