Professione fotoreporter: cercare le idee per il servizio fotografico

Un’inquietante, ma stupenda immagine del “mostro” Gianfranco Stevanin, condannato all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Verona (copyright Foto Express Verona)

di Antonio Lo Torto

Per realizzare un buon servizio fotografico occorre trovare un’idea valida. Questo lavoro di ricerca, strettamente connesso con il mestiere di fotoreporter, è quasi più importante dello stesso reportage. Infatti, è bene ricordare che un buon soggetto illustrato con brutte foto vende molto di più di un pessimo soggetto illustrato con foto stupende… tenetelo sempre presente.

Una buona dose di curiosità, passione, cultura generale, entusiasmo e desiderio di essere e tenersi informati sono, pertanto, basilari. Se l’obiettivo che vi siete posti nella vita è quello di diventare un serio fotogiornalista, l’interesse per i mass-media e per la stampa in particolare sono caratteristiche imprescindibili per la vostra crescita professionale. E’ importantissimo guardare la Tv e ascoltare la radio: TG nazionali e locali, trasmissioni di approfondimento, radiogiornali trasmessi da emittenti varie, “microfoni aperti”, ecc.

Indispensabile è anche la consultazione regolare della stampa: quotidiani, settimanali, mensili, nazionali e stranieri, e tutto quanto viene pubblicato sul web dalle principali fonti di diffusione delle informazioni. Tutto è buono da guardare, ascoltare e leggere per essere e tenersi aggiornati. Qualsiasi informazione contenuta sui mezzi di comunicazione di massa può costituire il punto di partenza per un soggetto fotografico: una notiziola di tre righe come un servizio di trenta pagine corredato da illustrazioni e approfondimenti; un’immagine isolata come un’intero “speciale” televisivo o radiofonico.

Inoltre, la consultazione della stampa – “reale” o on-line – dovrebbe servire anche e soprattutto per accrescere la nostra conoscenza del settore in cui vogliamo svolgere la nostra attività professionale, per conoscere quelle riviste che in futuro potrebbero essere le destinatarie del nostro lavoro. Seguiamo un semplice schema di analisi:

    1. di che tipo di rivista si tratta? femminile, sportiva, di viaggio, di approfondimento giornalistico, scientifica, di moda, ecc.
    2. quale e quanto spazio dedicano alle fotografie? servizi ampi, singole fotografie, brevi reportage con poche immagini
    3. che tipo di foto pubblicano? ritratto, foto di cronaca, moda, still-life, ecc.
    4. con chi collaborano in prevalenza? agenzie, free-lance o fotografi interni (può essere utile fare attenzione ai cosiddetti “crediti”, cioè ai nomi degli autori delle fotografie e/o delle loro agenzie stampati in piccolo accanto o sui bordi delle foto stesse)
    5. a chi ci si deve rivolgere, all’interno delle singole redazioni, per proporre il proprio lavoro? attraverso la consultazione del colophon, cioè quel riquadro della rivista in cui vengono elencati i nomi dei collaboratori interni o esterni al giornale, potete individuare il nome del direttore, del photo editor, dell’art director o della segretaria di redazione; inoltre, quasi tutti i siti web delle case editrici riportano le informazioni che vi servono.

Tenete sempre presente che la conoscenza e l’analisi degli organi di diffusione delle informazioni (stampa in primis) servono sì per trovare e comprendere il messaggio, ma anche per imparare a tenere sempre d’occhio il canale attraverso cui inviarlo. Non dimenticatelo.

www.theredeer.it

Una sequenza di foto scattate dall’autore in quel disgraziato 21 giugno 2001, al G8 di Genova (ph.: A. Lo Torto – 2001)

Piccola considerazione. Ormai ho superato i quarant’anni, vivo in due parti del mondo quasi per lo stesso tempo nell’arco dell’anno e di cose, nella vita, ne ho viste tante. Considero gran parte dei consigli che vi sto dando come fondamentali se volete intraprendere la carriera di reporter, ma eviterò di esprimere la mia opinione personale su quanto sto scrivendo. Dico soltanto che una buona dose di stomaco è necessaria, molte volte, ad accettare con serenità quanto viene espresso da certi altisonanti “giornalisti” in determinati contesti televisivi o radiofonici. Per un certo periodo sarebbe piaciuto anche a me avviarmi lungo questa strada, ma poi, fortunatamente, la mia esistenza ha preso una piega diversa. Ciò non toglie che il lavoro della maggior parte dei colleghi che militano nella diffusione delle notizie e della cronaca in particolare sia da apprezzarsi per professionalità e qualità del prodotto offerto. Ho detto tutto.

L’importanza di “saper anticipare”

Oltre a tutto ciò, vorrei sottolineare l’importanza di un altro elemento, da tenere sempre in debita considerazione: fin quando è possibile bisogna poter essere sempre in grado di saper anticipare gli eventi.

Che cosa significa? Anticipare appuntamenti fissi o fissati da tempo per prepararsi adeguatamente e progettare il servizio nel migliore dei modi: tutti sanno che a febbraio c’è il Festival di Sanremo, oppure che il tal giorno ci sarà una certa manifestazione politica con tanto di cortei e comizi dei leader di turno, ecc. Ma, soprattutto, anticipare per individuare argomenti in divenire che sicuramente troveranno o potrebbero trovare spazio sugli organi di diffusione delle informazioni. Pertanto intuito, esperienza, conoscenza e fortuna saranno i fattori determinanti del vostro successo come professionisti del reportage.

 

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