PRIMA EDIZIONE «FOTOGRAFICA. FESTIVAL DI FOTOGAFIA BERGAMO» IMMAGINI E PENSIERI «OltreConfine»

COMUNICATO STAMPA

Foto: Lesvos, Grecia Oct. 18, 2015. Una madre e un figlio abbracciati dopo lo sbarco sulla spiaggia di Kayia, nel nord dell'isola greca di Lesvos. – Credits: Alessandro Penso

Foto: Lesvos, Grecia Oct. 18, 2015. Una madre e un figlio abbracciati dopo lo sbarco sulla spiaggia di Kayia, nel nord dell’isola greca di Lesvos. – Credits: Alessandro Penso

Fotografare anziché parlare. Fotografare per non dimenticare. Nel tempo dello sguardo e dell’attesa, ritrovarsi. Dal 4 al 30 novembre, si alza il sipario su «Fotografica. Festival di Fotografia Bergamo», la prima rassegna fotografica ideata da tre soci del Circolo Fotografico Bergamo 77 e dedicata nella sua prima edizione ai migranti e al loro andare «OltreConfine».

Un viaggio attraverso disperazioni e speranze, paure e sogni, sentimenti catturati dall’occhio puntuale della macchina fotografica, prolungamento umano pronto a restituire un ritratto oggettivo del qui e dell’ora. Alessandro Penso, Giovanni Diffidenti, Fabrizio Villa e Monika Bulaj sono solo alcuni dei fotografi di levatura internazionale che prenderanno parte al Festival, intervenendo in incontri, visite guidate, dibattiti ed esposizioni. E a fare da sfondo: i luoghi più suggestivi di Bergamo, grazie alla collaborazione e patrocinio della Presidenza del Consiglio e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo.

«Debutta in questi giorni un nuovo festival, il primo dedicato alla fotografia, che va ad aggiungersi alle altre rassegne di qualità e internazionali che fanno di Bergamo una città festivaliera. È la prima edizione, ma presenta già un programma interessante, mostrando segnali di poter diventare una kermesse di richiamo. La fotografia diventa documento di un tema di grande attualità, che smuove le nostre coscienze e ci fa riflettere sulla necessità di assumerci nuove responsabilità. Per questi motivi l’amministrazione comunale sostiene l’iniziativa mettendo a disposizione una sede prestigiosa, Palazzo della Ragione, e un luogo dismesso di grande fascino, l’ex carcere di Sant’Agata. Molto apprezzabile il salto di qualità dall’Associazione Bergamo 77 che ha saputo rinnovarsi, dando vita a una iniziativa di qualità così ambiziosa» – ha dichiarato durante la conferenza stampa di presentazione Nadia Ghisalberti, assessore alla Cultura del Comune di Bergamo.

«Fotografica si basa su tre pilastri: la fotografia, ovviamente, grande protagonista della rassegna e, in generale, delle nostre vite; le sinergie che intorno a questo progetto sono nate, con le istituzioni, con gli enti, con tutti coloro che sono intervenuti per rendere possibile il Festival etra noi organizzatori e il confronto, intorno a tematiche di attualità, reso ancora più semplice attraverso la fotografia. Filo conduttore della rassegna è raccontare l’attualità attraverso gli scatti, che facilitano la riflessione e la presa di coscienza di accadimenti vicini e lontani. Perché la fotografia è diretta e lampante. Siamo certi che possa fare tanto nella creazione di un nuovo sguardo sulla realtà. Nell’edizione del 2016, la fotografia ci porta attraverso i mari, i muri, i confini» – ha commentato Daniela Sonzogni, organizzatrice di «Fotografica. Festival di Fotografia Bergamo».

Foto di Fabrizio Villa

Foto di Fabrizio Villa

Fotografica, infatti, con il suo tema «OltreConfine» mostra come, proprio un obiettivo, possa essere la chiave per capire, per non dire “Non lo sapevo”. Ed è per questo che la rassegna si completa di importanti progetti nati con il supporto di Caritas, Cesvi, Comunità Ruah ed Emergency. Realtà impegnate in prima persona nell’aiuto dei migranti, nel supporto di chi fugge e di chi teme di perdersi. Tra i progetti presenti: «Storie in Pausa», promosso da Caritas, Comunità Ruah in collaborazione con CTRL, per raccontare ciò che accade dentro e fuori dai centri di accoglienza e “Gli innumerevoli”, mostra serigrafica di Serigrafia Tantemani, risultato di un laboratorio creativo, narrativo e produttivo che ha visto i richiedenti asilo ospitati a Bergamo e provincia realizzare un autoritratto contenente elementi narrativi ispirati alle loro esperienze.

«La fotografia racconta e non chiede permessi: è immediata, non lascia spazio a scuse, non consente il volta faccia, rende vicino ciò che è lontano. Ma per fare buone fotografie bisogna avere qualche cosa da dire. E allora bisogna viaggiare, sporcarsi le mani, spingere l’obiettivo più in là, oltre il filo spinato, sopra le carrette del mare, dentro le tende degli immigrati. Bisogna andare OltreConfine, come si propone di fare questa rassegna, un evento importante, che mi auguro possa essere il primo di una lunga serie, perché una città di provincia come Bergamo possa incontrare il mondo, costruire relazioni, dialogare con i sentimenti, anche grazie allo scatto di un fotografo» – ha riflettuto Denis Curti, Direttore Artistico di Fotografica e del mensile Il Fotografo, che il 20 novembre alle ore 10 nella Sala Curò della Cittadella di Città Alta dialogherà su “La Fotografia che cambia”, riflessione sulla potenza delle immagini.

E a mettere i visitatori a diretto contatto con la realtà, sarà tra gli altri, Giovanni Diffidenti con le mostre “Libya off the wall”, alla scoperta della Libia prima e dopo la Primavera Araba, e “The only thing left to do is cling to God”, ambientata nei centri detentivi libici, e ha spiegato: «Ho viaggiato in molti Paesi, mi sono immerso nel dolore, ho proseguito con ostinazione anche quando mi dicevano “basta”. Perché la fotografia è figlia di un lavoro, caparbio e appassionato, che ti porta lontano e poi di nuovo vicinissimo, che racconta la realtà nello spazio di un’inquadratura. E sei tu che devi scegliere cosa vuoi che entri in quell’inquadratura, creando un’immagine che sarà per forza di cose diversa da qualsiasi altro scatto ma che, più di ogni cosa, cercherà di restituire la verità».

La fotografia, dunque, diventa sguardo sociale, come ha ricordato infine Marzia Marchesi, presidente del Consiglio Comunale di Bergamo: «Questo Festival racconta l’attualità. È una storia di popoli in viaggio ma è anche un monito a tanti di noi che fingono di non vedere. È una cronaca, ma anche di più. Perché molte di queste opere vanno oltre la superfice, scavano nelle mani, negli occhi, nelle rughe di queste persone e ci chiedono di fare altrettanto, di non scappare di fronte al non conosciuto. Di prenderci del tempo. Di pensare e, perché no, agire. Andiamo tutti, culturalmente, “OltreConfine”».

Dal 4 al 30 novembre.

Esposizioni

Palazzo della Ragione  

dal 4 novembre al 30 novembre

Mostra del Fotografo Alessandro Penso

ONE DAY – Un percorso lungo sei anni tra Malta, Italia, Grecia, Spagna, Bulgaria e Francia tra rifugiati, richiedenti asilo e migranti in Europa e documentato nei 63 scatti della mostra.

–   Ex Carcere di Sant’Agata

Dal 4 al 13 novembre

Mostra del Fotografo Giovanni Diffidenti,

LIBYA OFF THE WALL – Un lavoro di inchiesta sociale realizzato durante la Primavera araba del 2011 e nei mesi successivi all’insediamento del Governo di Liberazione.

THE ONLY THING LEFT TO DO IS CLING TO GOD – I volti, disarmanti e dirompenti di somali, eritrei, etiopi, ciadiani, sudanesi, nigeriani, nigerini, ghanesi, pakistani, bengalesi, camerunesi, maliani, burkinabé, beninesi, sierraleonesi colti nella quotidianità dei centri detentivi libici.

Mostra del Fotografo Fabrizio Villa,

IO TI SALVERO’. NEL MEDITERRANEO SULLA NAVE DELLA SPERANZA – Per unidici giorni a bordo della Nave della Marina Militare Cigala Fulgosi, nel Canale di Sicilia, racconta le storie di migranti: donne, uomini, bambini, soli o in famiglia.

Mostra del Fotografo Simone Cerio,

LA PRIMA AURORA – Un ritratto corale da cui emergono racconti e oggetti legati al viaggio attraverso il deserto, fotografando i luoghi dello sbarco e di prima accoglienza al fianco di Emergency.

Mostra de Comunità Ruah,

SONO QUI! SONO VIVO! – E’ il racconto di donne e di uomini che la Storia ha fatto incrociare in terra orobica, dove i protagonisti sono persone in fuga, giunte dall’altra sponda del Mediterraneo, un lavoro fatto di selfie scattati con una macchina fotografica o uno smartphone, per raccontare le proprie emozioni.

Mostra Serigrafica di Serigrafia Tantemani,

GLI INNUMEREVOLI – Risultato di un laboratorio creativo, narrativo e produttivo che ha visto i richiedenti asilo, ospitati a Bergamo e provincia, realizzare un autoritratto contenente elementi narrativi ispirati alle loro esperienze

Auditorium Piazza della Libertà

5 novembre ore 21.00

Teatro documentario di e con Monika Bulaj

DOVE GLI DEI SI PARLANO – L’uomo, la bellezza, la sacralità inviolabile, ostinatamente cercata anche nei luoghi più infelici del Pianeta, in una “mappa celeste” che ignora gli steccati eretti dai predicatori dello scontro globale.

www.fotograficafestival.it

 

 

 

 

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