Portfolio: Mario Bocci

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di Antonio Lo Torto

In più di un’occasione il sottoscritto si è domandato se fosse vero che un’immagine fosse in grado di descrivere un concetto più di mille parole e, ad essere sinceri, non è che la cosa lo abbia mai convinto più di tanto. Certo, il potere evocativo di un illustrazione è sicuramente qualcosa di unico e, spesso e sovente, è capace di scatenare emozioni e sensazioni che vanno ben al di là della semplice parola scritta. Tuttavia… non è così immediato. Infatti, sin dalle sue origini, in fotografia sono sempre esistiti i fautori del mezzo come opera d’arte e come veicolo d’idee – alla stregua di pittura e scultura – ma quelli che sono stati veramente capaci di farlo si riducono ad un numero piuttosto esiguo.

Il grande Roland Barthes definiva campo cieco quel “qualcosa che va oltre la semplice immagine”, cioè tutto ciò che sta al di là del soggetto di una foto e che è in grado di “mettere in moto il pensiero”.  Sono d’accordo con lui quando sostiene che “in fondo, per vedere bene una fotografia , è meglio alzare la testa o chiudere gli occhi“. Può sembrare un’affermazione paradossale, ma la soggettività assoluta si raggiunge solo in uno sforzo di silenzio: tacere e far parlare l’immagine. Lasciare che il particolare risalga da solo alla coscienza affettiva.

Oggi vi proponiamo 34 immagini eccezionali realizzate da un fotografo viareggino dai trascorsi illustri: Mario Bocci. Ennesima “scoperta” del nostro vulcanico collaboratore e autore di clubfotografia Ferdinando Rondinelli, Mario è un “ragazzo” di ottantacinque anni che, dopo una vita dedicata all’arte e alla fotografia e pur continuando a scattare senza sosta, ha deciso di fare un po’ d’ordine nei suoi pensieri. Le foto in galleria – prodotte dal 1970 alla fine degli anni ’80 – sono il frutto di un rigoroso sviluppo e di una pregevole stampa “casalinga” ma, per dirla con le parole del Rondinelli, di tanta, tanta fantasia! Alla faccia del digitale…! 

Lasciamo che siano proprio le parole di Ferdinando a presentarvi quest’incredibile ed eclettico personaggio le cui immagini parlano veramente da sole ma, concedendomi una sola nota tecnica, vorrei farvi notare il sapiente utilizzo del punto di ripresa sfruttato dal Bocci: i suoi soggetti hanno una valenza onirica che suggerisce sì un certo distacco dai modelli, tuttavia, molto spesso, questi ultimi guardano lo spettatore negli occhi. Fantastico. Non dico altro.

Mario Bocci vive a Viareggio, in Toscana, La sua famiglia emigrò da Firenze quando Mario aveva due anni. Sin dal tempo delle elementari, iniziò a disegnare e dipingere, spinto da una forza interiore che lo avrebbe “perseguitato” per tutta la vita. Fu sollecitato anche dalla bellezza del territorio, non ancora deturpato dalle colate di cemento.

In età più adulta, approdò alla fotografia, e subito si rese conto di quanto fosse condizionato dal mezzo meccanico. Leggendo la storia della fotografia, scoprì che i primi fotografi, ex pittori di ritratti, alla metà del 1800 già cercavano di venir fuori, con i collage, da quella che era la loro realtà visiva. Affascinato da quell’esperienza, si mise alla ricerca di quello che doveva essere allora un mezzo più moderno, capace di sorpassare il collage tradizionale.  Nel 1977 trovò ospitalità sulla rivista NUOVA FOTOGRAFIA, che conserva ancora, e mise a disposizione di tutti i fotoamatori  la sua tecnica ma, purtroppo, ben pochi lo seguirono. Oggi Mario Bocci è in là, molto in là con l’età, ma continua a fotografare, imperterrito…. in analogico!  Molte sue immagini sono esposte al museo della fotografia di Bibbiena (AR) e molte presso la FIAF.

Queste poche righe dovute a un grande fotografo” F.R.

 

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