Portfolio: la macrofotografia di Arcangelo Manoni

Il “polipo”: flash multibraccia fabbricato artigianalmente da Arcangelo Manoni per realizzare le sue stupefacenti macro-immagini

Tra i tanti pregi del nostro amico Ferdinando Rondinelli – oltre ad essere un esperto praticamente in quasi tutti gli argomenti dello scibile umano e a dimostrarsi un ottimo capo tribù (vero Toro Seduto?!) – vi è anche quello di scovare, di tanto in tanto, qualche sua “vecchia” conoscenza nell’entourage fotografico toscano e non. Lo ricordiamo: Ferdinando è stato presidente del Circolo Fotografico Versiliese, ha passato la sessantina e, in vita sua, ne ha viste di cotte e di crude, ma non divaghiamo. L’ultima sua “scoperta” infatti, si chiama Arcangelo Manoni. Toscana: terra di pittori, poeti, scultori,…. fotografi (come il Manoni) e scopritori di talenti (come il Rondinelli)!

Molti di voi avranno sicuramente già visto alcune delle opere del Manoni, sia  recentemente sulla nostra pagina Facebook, che nel passato, all’interno di qualche rivista di fotografia o di scienze naturali. Direttore in pensione dell’ufficio postale di Casoli, in provincia di Lucca, Arcangelo è un fotoamatore “avanzatissimo” che ha trascorso quarant’anni della propria vita dedicandosi alle sue passioni: l’entomologia, l’ornitologia e la fotografia. Una commistione d’interessi piuttosto variegata la sua che, anche grazie all’attenzione per le tecnologie, lo conduce addirittura a fabbricarsi alcuni “marchingegni speciali” che gli consentono di catturare più agevolmente le istantanee dei suoi amatissimi animali. Date un’occhiata al “polipo“, un flash “multibraccia” che Arcangelo ha costruito per illuminare i suoi soggetti sotto ogni prospettiva… geniale!

Il semplice osservatore rimarrà probabilmente strabiliato dal contenuto delle fotografie del Manoni: particolari anatomici tanto ravvicinati di mosche e libellule non rientrano certo nel campo visivo di un essere umano! La macrofotografia richiede sostanzialmente un occhio che sappia osservare e distinguere, così come una certa predisposizione a dimostrare che nel banale si possa sempre nascondere qualcosa di meraviglioso. Per trovare dei soggetti idonei è sufficiente recarsi in un qualsiasi giardinetto dietro casa: è più un viaggio di visione interiore che non uno spostamento fisico vero e proprio.

Oltre a tutto ciò, il fotografo esperto, invece, si stupirà di ben altro. Nelle nostre lezioni di macrofotografia  (che voi, attenti lettori dei nostri articoli, avrete sicuramente “divorato”!) abbiamo affrontato il tema fondamentale dell’ingrandimento delle dimensioni del soggetto sul sensore/pellicola della fotocamera, il cosiddetto rapporto di riproduzione: cioè il rapporto tra le dimensioni del soggetto sul sensore e le sue misure reali – ad esempio: se un oggetto di 32 mm di altezza appare alto 8 mm sul sensore, allora il rapporto di riproduzione sarà uguale a ¼ (e l’ingrandimento relativo 0,25X). Osservate le immagini scattate da Arcangelo: personalmente ho conosciuto soltanto un uomo in grado di mettermi faccia a faccia con un grillo (un giorno, forse, vi racconterò anche di lui). Manoni è il secondo.

Non è tutto. Parte del procedimento di realizzazione della macro consiste nel decidere cosa far entrare nel fotogramma e cosa no. Questo atto, essenziale, tende a sottolineare l’importanza del nostro soggetto; in effetti, è come se stessimo dicendo “osserva questo e solo questo“. Il lato pratico richiede sicuramente precisione ed attenzione nell’effettuare le riprese, ma anche quello estetico non è certo da trascurare. Il dettaglio è essenziale in entrambi questi aspetti. E Manoni è un “mostro” anche in questo. Forse, ci sarebbe voluto qualcuno un po’ meno “tecnico” del sottoscritto per commentare le foto di Arcangelo… un vero e proprio critico fotografico probabilmente. Ma sono anche convinto che il Manoni apprezzerà il mio sforzo in questo senso.

Potete ammirare le opere di Arcangelo Manoni direttamente sul suo sito: www.manoni.altervista.org. Comunque ci auguriamo che continui a collaborare con noi per lungo, lungo tempo… l’idea nasce sommessa e comincia ad ardere come la “fiaccola sotto al moggio”: e se organizzassimo un workshop di macrofotografia col maestro versiliese?! Vedremo…

A presto amici, ALT

 

Series Navigation<< Portfolio: la “Terrazza Mascagni” di Barbara MarilliPortfolio: “Roma: Città Eterna” di Antonio Lo Torto >>

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Connect with Facebook