Portfolio: Federico Gioberto ci racconta un po’ della Val di Susa

I portfolio dei nostri lettori sono in questa e nelle pagine seguenti 

di Antonio Lo Torto

Una tratta ferroviaria ideata alla fine degli anni ’80 che terminerà, forse, tra vent’anni. Lascerà un debito generazionale spaventoso che noi e i nostri figli pagheremo con le tasse e il debito pubblico, quando il Paese non ha soldi per i trasporti primari, per i treni dei pendolari e nemmeno per le strade… Un tunnel lungo 57 chilometri che modificherà la struttura di un territorio, fonti d’acqua comprese. I fondi della UE serviranno solo per una coprire una piccola parte dei costi, forse un miliardo, quando il valore complessivo della Tav è di almeno 18/20 miliardi di euro. Quattro volte il Ponte di Messina. “L’interesse dei politici per quest’opera colossale e inutile è morboso. Perde i pezzi, ma non si discute” (parole di Beppe Grillo…). Doveva collegare Lisbona a Kiev ma, se andrà bene, collegherà Torino a Lione.

E’ questo quanto ho potuto capire su questa vicenda di cui, alla fin dei conti, mi sono sempre disinteressato, come milioni di miei connazionali. “E’ lontana da me e in fondo non mi tocca più di tanto” ho sempre pensato.

Qualche giorno fa stavo dando un’occhiata alle foto di un ragazzo che abita a due passi da casa mia, a Milano. Federico è di Torino. Lui c’è stato da quelle parti, io no. Vediamo come ci racconta questa storia con qualche foto e poche parole.

Il suo è un punto di vista “di parte”, ma penso che qualche volta sia utile ascoltare un po’ tutte le campane. Un’analisi breve, all’osso, che ci mostra come molto spesso quello che noi chiamiamo “l’interesse comune” non lo sia affatto, scavalcando i bisogni di chi certe situazioni le vive direttamente sulla propria pelle:

Ci sono ragazzi che sui sentieri delle manifestazioni, camminano fianco a fianco con genitori e nonni. Diverse generazioni e classi sociali marciano nei boschi in fila indiana. Scegliere di unirsi a difesa del proprio territorio permette di sentirsi realmente parte di esso, stare insieme e consolidare la propria identità. Meccanismi che a volte però vanno a scapito di una presa di coscienza più profonda e razionale. Ricerchiamo tutti un nemico comune contro il quale combattere? Abbiamo bisogno di sentirci No Tav?  

Federico Gioberto è nato a Torino nel 1989 ed è cresciuto in Valle di Susa. Ha studiato Graphic Design presso il Politecnico di Torino e fotografia e reportage all’École Supérieure des Arts Saint-Luc a Liege (Belgio). La voglia di raccontare lo porta nelle strade, in mezzo alla gente, a scattare semplicemente ciò che vede. La sua ricerca fotografica si sofferma sui dettagli celati nella realtà circostante: momenti e situazioni che sfuggono ad una prima occhiata, ma dove realmente risiedono le storie delle persone. Ha collaborato con aziende italiane ed internazionali, enti pubblici e privati come fotografo e videomaker. Attualmente risiede a Milano dove lavora come creativo freelance. Sul suo sito, www.federicogioberto.com è possibile dare uno sguardo ad altri suoi lavori.

 

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