Portfolio: “Come nasce un Carnevale”, reportage di Giuseppe Baglini

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di

Antonio Lo Torto e Ferdinando Rondinelli

Il nostro talent scout colpisce ancora. E’ proprio il caso di dirlo. Infatti, anche questa volta, il fiuto da “segugio fotografico” di Nando Rondinelli si è dimostrato a prova di errore, andando a scovare una chicca degna di tutta la nostra ammirazione.

Oggi siamo lieti di ospitare un reportage meritevole di questo nome. Un lavoro interessante, secondo il sottoscritto, che anche se non si distingue per la valenza intrinseca delle singole fotografie, dimostra una pregevole struttura d’insieme. Il nostro amico Baglini è riuscito a cogliere lo “spirito”.

Abbiamo parlato del lavoro che deve svolgere un fotoreporter in una nostra serie di qualche mese fa e, in questa sede, vogliamo solo ricordare qualche aspetto che consideriamo di fondamentale importanza. Prima di tutto, infatti, quella che definiamo la capacità di raccontare è la base di qualsiasi forma di reportage unita, forse, a quel pizzico d’intuito che ci deve mettere nelle condizioni di scoprire l’evento, laddove questo possa essere rintracciato. Per garantire l’informazione e costruire dei veri documenti, l’evento risulta quindi essere proprio il fulcro di questo genere di fotografia e, per tale, s’intende quella circostanza geniale capace di dimostrarsi il formidabile racconto di una situazione particolare.

Raccontare per immagini è la sostanza del reportage, il potere di riuscire a trasmettere un’occasione speciale grazie all’uso del mezzo fotografico. E il metodo e lo studio – come abbiamo già spiegato – si dimostrano risolutivi nel determinare questo racconto: il metodo perché in questo tipo di fotografia è sicuramente lo svolgimento che conta; lo studio perché è importante saper vedere.

Ora vi lascio alle immagini della produzione dei carri allegorici del Carnevale di Viareggio realizzata da Giuseppe Baglini, introdotta brevemente dal suo (e nostro) amico Ferdinando.

Viareggio, “Come nasce un Carnevale”. Immagini di Giuseppe Baglini

Giuseppe Baglini, nasce a Viareggio nel 1942, consegue la licenza di Avviamento Professionale e lavora per 36 anni come fonditore in una nota rubinetteria viareggina. Si avvicina alla fotografia intorno al 1960, attraverso varie esperienze presso gruppi fotografici, approdando infine al Circolo fotografico Versiliese, dove tutt’oggi è tra i soci attivi.

Amante della sua Viareggio, tra le varie ricerche svolte, si dedica a seguire i “maghi della cartapesta” durante la fase di lavorazione e costruzione dei famosi carri allegorici, che fanno del carnevale di Viareggio veramente il più bello d’Europa. Con queste fotografie Giuseppe non ci vuol portare sui viali a mare dove sfileranno le grandi costruzioni, ma ci condurrà nel cuore pulsante della cittadella del carnevale, dove questi artisti creano ciò che diventerà poi “il grande spettacolo”.

Idee, disegni e bozzetti, qui prendono forma, dal vimini alla creta, al calco in gesso e, finalmente, alla cartapesta e al colore. Con queste poche immagini non si può fare un racconto completo, ma Giuseppe ha sintetizzato, a mio giudizio, le fasi più importanti di queste costruzioni e, forse, solleticherà la curiosità di chi il Carnevale lo vede solo nel gran palcoscenico dei nostri meravigliosi viali a mare, con la scenografia delle Alpi Apuane sullo sfondo . Buona visione. FR

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