La piacevolezza dell’omogeneità cromatica

This entry is part 10 of 10 in the series Le vostre foto

di Antonio Lo Torto

Osservando alcune recenti immagini pubblicate dai lettori sulla nostra pagina di Facebook, mi sono fermato un attimo a riflettere sul colore e sull’importanza della sua omogeneità in un certo genere di fotografia. Qualche tempo fa abbiamo affrontato il discorso del bilanciamento del bianco parlando, nel secondo dei due articoli pubblicati, anche di come sfruttare in modo creativo questa funzione essenziale presente nelle nostre fotocamere digitali.

Tutti noi conosciamo il concetto di dominante di colore (solitamente, un colore in particolare che permea tutta l’immagine sovrastando gli altri), così come i vari modi in cui è possibile far fronte a questo problema generalmente piuttosto seccante e, molto spesso, causato da qualche nostra svista nel settaggio delle impostazioni di bilanciamento del bianco. Modi che alla fin dei conti si riducono a due: correggendo la tonalità al momento dello scatto (manualmente o affidandoci agli automatismi), oppure agendo sui colori in fase di post-produzione.

Ma se è vero che una dominante può risultare sgradevole tanto da far apparire “sbagliata” un’immagine, in alcuni casi una certa omogeneità cromatica è capace di arricchire una foto, conferendole un fascino particolare. Un singolo colore può unire i vari elementi dell’immagine che, “dominata” da una specifica tonalità, può addirittura generare un certo senso di sorpresa. A volte.

Osservate le fotografie dei nostri lettori (che voglio ringraziare per il loro contributo: Salvatore Argenziano, Denis Bortoluzzo, Ettore De Rosa, Elena Carlini, Marco Donato, Carolina Napoli, Davide Chessa, Monia Mattiacci, Lillo Micicchè, Marco Morucci e Romano Alberto Basso). Notate, ad esempio, l’immagine della cimice sulla foglia: ok, è una foto un po’ carente dal punto di vista della nitidezza e della composizione, ma per questa volta perdoniamo il nostro amico Ettore. L’accostamento tra le diverse gradazioni di verde rende il tutto decisamente interessante, oltre che piacevole esteticamente. Oppure il molo che si allunga sull’acqua con la bici in primo piano, di Davide Chessa: la tonalità blu del cielo serale coperto dalla coltre di nubi è probabilmente la stessa della temperatura colore scelta per la foto (non sappiamo se prima o dopo lo scatto, ma poco importa). Si potrebbe avere la tentazione di correggerla, ma questo vanificherebbe il senso della luce che sta scemando, del brutto tempo, ecc…

Affiancando, poi, più immagini – come qui in calce o, ad esempio, sulle pareti di una galleria – è possibile persino dare vita a una vera e propria forma d’arte degli accostamenti di colore. Provare per credere.

Series Navigation<< Le foto primaverili degli amici di clubfotografia.com

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Connect with Facebook