Mario Giacomelli. Fotografie dall’Archivio di Luigi Crocenzi. A Trastevere.

di Elisabetta Spinelli

Uno dei soggetti preferiti da Mario Giacomelli: i seminaristi (fonte: Internet)

Dal 12 settembre 2012 al 20 gennaio 2013 in mostra al Museo Trastevere di Roma 90 immagini, lettere e documenti di Mario Giacomelli, uno dei più grandi fotografi del Novecento. Le fotografie sono tratte dall’archivio di Luigi Crocenzi.

Non voleva essere definito fotografo ma “tipografo” perché in tipografia c’era entrato a 13 anni e lì aveva vissuto tutta la vita. Eppure con la sua macchina fotografica Mario Giacomelli ha scritto alcune delle più straordinarie pagine della storia della fotografia e della camera oscura.

Se Giacomelli alla fotografia era arrivato per caso, i suoi scatti, sempre in bianco e nero, non sono mai casuali, i temi o i soggetti rispondono a una richiesta precisa. Il fotografo non è solo spettatore ma ideatore e regista delle sue immagini. Ecco allora quelle realizzate negli anni Cinquanta: i Nudi, i Paesaggi, Puglia, Lourdes e Scanno che, acquistata dal MoMa di New York nel 1963, consacra Giacomelli come “miglior fotografo italiano del Novecento”.

Una foto dell’Autore (fonte: Internet)

Seguono le serie degli anni Sessanta, Mattatoio, La buona Terra, una visione rispettosa e grafica del paesaggio, Verrà la morte e avrà i tuoi occhi fino a Studenti del 1977. Per raccontare la vita di giovani seminaristi (le sue foto più famose) usa l’intero fotogramma, non c’è sfondo: solo bianco assoluto.

Le sue immagini sono molto importanti per tutta la storia della fotografia. Dopo il 1955, ma soprattutto dopo che il MoMa di New York acquistò la serie “Scanno”, nel 1963, acquisì grande fama in Italia e all’estero. Nelle sue foto, di cui curò personalmente la stampa fino a portare a galla i segni che lo interessano, la realtà viene trasfigurata in idee e sensazioni superando il dibattito allora in corso nella fotografia italiana tra formalisti e neorealisti. Il segno che ottenne nelle sue stampe è molto forte, i neri sono molto carichi, il forte contrasto porta a galla i grafismi, la grana è evidente.

Le sue foto rappresentano un mondo ugualmente diviso tra amore e sofferenza, sia che si tratti di paesaggi che di lavori a sfondo sociale.

Dal 12 settembre 2012 al 20 gennaio 2013 al Museo di Roma in Trastevere – Piazza di Sant’Egidio, 1  00153 Roma.

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