MADONNA: The Rise of a Star. A Bologna fino al 10 gennaio

di Elisabetta Spinelli

La locandina della mostra bolognese

La locandina della mostra bolognese

ONO Arte Contemporanea presenta la mostra “MADONNA: The Rise of a Star”, collettiva fotografica di Peter Cunningham, George DuBose e Deborah Feingold, che vuole ripercorrere la costruzione dell’icona pop per eccellenza, Madonna Louise Veronica Ciccone.

Siamo nel 1982 quando Peter Cunningham, fotografo canadese con studio a New York, riceve una telefonata dall’amica Liz Rosenberg, all’epoca pubblicista per la Warner Bros, perché organizzi velocemente un servizio per una delle sue nuove clienti, di cui era particolarmente entusiasta. Una certa Madonna. A Cunningham il nome non dice nulla – di fatto Madonna all’epoca aveva a stento registrato un demo -, e sorride all’affermazione della Rosenberg che sosteneva che la sua nuova protetta sarebbe diventata “la nuova Marilyn – Monroe”. Il giorno fissato per lo shooting Madonna si presenta sola, e da sola si trucca e prepara gli abiti per il servizio, compresi di cintura borchiata che le penzolava fino a metà gamba. Dal momento in cui Cunningham impugna la macchina fotografica tutti i suoi dubbi svaniscono. Davanti alla camera infatti, Madonna inizia a scherzare e a giocare e ad ogni cambio d’abito segue un cambiamento della sua personalità, della “persona” che mette in scena. Il servizio dura più di sei ore e non si limita unicamente allo studio di Cunningham ma scende per le strade di New York, a Soho, dove Madonna continua a “performare” davanti all’obiettivo: corre e salta coinvolgendo gli ignari passanti, gioca a nascondino nei vicoli tra le case, si abbassa la zip dei pantaloni sui gradini di una chiesa o finge di essere crocifissa sulla staccionata di un giardinetto.

Foto di Peter Cunningham (courtesy of rollingstone.it)

Foto di Peter Cunningham (courtesy of rollingstone.it)

Qualche giorno dopo è Madonna stessa che passa nello studio di Cunningham per recuperare i provini delle foto e lui ricorda che, per quanto gli piacesse umanamente, non avrebbe mai pensato che sarebbe diventata una artista di tale portata. Ma è evidente che Madonna stava già mettendo insieme gli elementi che avrebbero contraddistinto la sua rapida ascesa: oltre al talento, per diventare una icona culturale, sono necessari anche una sicura presenza scenica e una forte consapevolezza dei propri obiettivi futuri, caratteristiche che sembrano emergere anche nel servizio che George DuBose le dedica. Contattato infatti qualche mese prima di Cunningham, nell’autunno del 1981 sempre da Liz Rosenberg perché andasse a fotografare una nuova band che si esibiva all’Uncle Sam di Long Island, gli disse di focalizzarsi soprattutto sulla cantante, Madonna, che anche in quell’occasione cambiò numerosi abiti di scena, confermando un trasformismo che negli anni sarebbe diventato quasi un marchio di fabbrica. DuBose, che all’epoca era uno dei fotografi che immortalava la vita notturna newyorkese, la rincontrò la stessa sera in un altro locale di Manhattan, il Danceria, in cui Madonna si esibiva cantando e ballando sulle note registrate di una cassetta accompagnata solamente dal fratello e da una ballerina di colore. E quella stessa sera, Madonna fu notata da molti, tanto che iniziarono a chiamarla per esibizioni da tutto il nord degli Stati Uniti.

La sua carriera nasce in pochi mesi e la mostra di ONO arte vuole ripercorrere quei primissimi giorni attraverso le immagini, alcune totalmente inedite, che documentano questo periodo e i cambiamenti di stile che resero Madonna forse la più longeva icona della musica pop.

La mostra (19 novembre – 10 gennaio 2016) è composta di circa 55 immagini in diversi formati.

ONO Arte Contemporanea, via Santa Margherita, 10 – 40123 Bologna

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