L’illuminazione artificiale nella fotografia di paesaggio (per “dipingere” con la luce)

di Antonio Lo Torto

Foto n.1 di A. Gibson (courtesy of digitalphotographyschool.com)

Foto n.1 di A. Gibson (courtesy of digitalphotographyschool.com)

Molto di quanto abbiamo scritto fino ad oggi in merito alla fotografia di paesaggio (vedi sezione) prevedeva, quasi sempre, l’utilizzo della luce ambiente come unica fonte d’illuminazione della scena.

Sfruttare una fonte di luce artificiale potrebbe rappresentare una valida e originale alternativa in questo genere di riprese. Un mix di entrambe, infatti, consente di ottenere effetti decisamente pittorici in grado di aggiungere drammaticità e surrealismo alle nostre immagini. Vediamo come.

Gli aspetti da tenere in particolare considerazione sono i seguenti:

  1. La fotografia di paesaggio realizzata con l’ausilio di luce artificiale ottiene il massimo della sua efficacia nelle ore crepuscolari, al tramonto specialmente.
  2. I colori che meglio si abbinano quando fotografiamo con questa tecnica sono essenzialmente due: il blu e l’arancione. Altre tonalità, come il rosso, il giallo e il verde scuro, risultano spesso presenti sulla scena, ma la loro importanza è inferiore rispetto alle prime.

La torcia alogena

Qui sta il trucco che voglio svelarvi quest’oggi, infatti, la luce artificiale di cui vi consiglio l’utilizzo altro non è che una semplicissima ed economicissima torcia portatile con lampada alogena (ricaricabile o a batterie) tipo quelle vendute dai cinesi nei mercatini.

Litexpress, mod. lxsp102

Litexpress, mod. lxsp102

Su amazon.it potete trovare quella che più si adatta alle vostre esigenze. Il modello LiteXpress LXSP 102 è sicuramente uno dei migliori per quanto riguarda autonomia e prestazioni (riesce ad illuminare ad una distanza superiore ai 600 metri…!) e il suo costo, meno di 40 euro, è decisamente irrisorio.

Il modello in questione, LiteXpress LXSP 102, ha un’intensità luminosa di poco superiore al milione di candele, ma in commercio esistono prodotti che superano i 5 milioni. Sta a voi la scelta. Inoltre si tratta di un oggetto leggero, pratico e  utilissimo in ogni circostanza, in casa e in macchina.

La tecnica

Seguiamo i consigli del fotografo neozelandese Andrew Gibson, un vero esperto nel padroneggiare l’illuminazione artificiale nella fotografia di paesaggio. Andrew, infatti, sostiene di dipingere le sue scene utilizzando la torcia come un vero e proprio pennello di luce.

Con l’otturatore aperto guardiamo nel mirino, accendiamo la lampada, puntiamo il fascio e muoviamolo delicatamente fino a ricoprire la superficie del soggetto che vogliamo immortalare. Proprio come se avessimo in mano un pennello.

Considerato che dovremo mantenere un diaframma piuttosto chiuso (per garantire sufficiente nitidezza alla scena) il tempo di scatto da impostare dovrà essere quello necessario a “pennellare” il nostro soggetto. In base alla luminosità complessiva, direi che l’intervallo adeguato si aggira da un minimo di 10 ad un massimo di 30 secondi (per “acchiappare” anche le luci più basse).

Attenzione: non usate filtri neutral density! Bloccano i raggi del bulbo alogeno della torcia.

Foto n.2 di A. Gibson (courtesy of digitalphotographyschool.com)

Foto n.2 di A. Gibson (courtesy of digitalphotographyschool.com)

Il momento migliore per scattare sarà quindi quello più consono al tempo impostato: attendiamo fino a quando l’esposimetro ci indicherà che ci vogliono esattamente i secondi di cui abbiamo bisogno.

Impostiamo la sensibilità ISO  più bassa possibile e, come già accennato, la chiusura del diaframma dovrà essere tale da ottenere la nitidezza massima (f/11 o f/16. Attenzione comunque a non chiudere troppo: a f/22, infatti, si corre il rischio di “spandere” troppo eventuali fonti di luce puntiformi).

Il tutto sta nel capire i tempi giusti: il momento migliore in cui scattare. Se sulla scena c’è ancora troppa luce, si rischia di vanificare l’effetto illuminante della torcia. Se si aspetta troppo, idem: il cielo risulterà troppo scuro e perderemo tutti i dettagli. Come sempre nella vita è valido il motto latino in medio stat virtus: la luce ambiente dovrà essere sufficientemente bassa (e sufficientemente alta) da consentirci un’esposizione non inferiore ai 10 secondi e non superiore ai 30 e il raggio della nostra torcia alogena dovrà essere in grado di bilanciarsi correttamente con essa. Senza tralasciare i particolari.

C’è un metodo per poter capire quale sia il momento giusto? Certo! Provare, provare, provare…

Foto n.3 di A. Gibson (courtesy of digitalphotographyschool.com)

Foto n.3 di A. Gibson (courtesy of digitalphotographyschool.com)

Montiamo la fotocamera sul treppiedi quando la luce ambiente ci sembra ancora un po’ troppa, componiamo la nostra inquadratura e attendiamo che faccia scuro. Quando l’esposimetro ci dirà che ci vogliono 10 secondi cominciamo ad effettuare i primi scatti pennellando con la torcia. Valutiamo i risultati ottenuti. La luce ambiente è ancora troppo intensa? Sovrasta il raggio illuminante della torcia? Allora aspettiamo ancora un po’… e così via.

Quando entrambe le fonti di luce ci consentiranno di ottenere ciò che abbiamo in testa avremo capito qual’è il momento giusto.

Osserviamo le foto scattate da Gibson: nella n.2 la luce ambiente risulta ancora troppo intensa, infatti la pennellata è praticamente ininfluente. La n.3 è stata invece scattata rispettando la tempistica necessaria.

E se usassimo un flash portatile?

Quella del flash esterno potrebbe costituire un’altra soluzione interessante (un po’ più complicata):

  1. La funzione da impostare sul flash esterno è quella stroboscopica, a scatti multipli. Infatti, l’emissione rapida di una sequenza di lampi consente di registrare, in una singola esposizione, immagini multiple di uno stesso soggetto. In questo caso è necessario stabilire sulla fotocamera un tempo sufficiente a scattare in base alla frequenza e al numero di lampi impostati sul flash, in modo da “costruire” l’esposizione lungo un arco di tempo (potrebbe sembrare arabo, ma ne riparleremo meglio in futuro).
  2. E’ possibile utilizzare gelatine colorate sulla parabola del flash.
  3. Usando un flash esterno si ha il vantaggio di riuscire a scattare anche quando la luce ambiente è inferiore a quella necessaria con la torcia. Al limite della notte, insomma.

"All I Get Is Static" Coaldale, Nevada (ph. di Troy, courtesy of lostamerica.com)

“All I Get Is Static” Coaldale, Nevada (ph. di Troy, courtesy of lostamerica.com)

Una volta compreso il funzionamento del lampeggiatore in modalità stroboscopica, la tecnica è praticamente la stessa adottata con la torcia. Impostata la fotocamera per l’uso manuale, selezionate l’apertura desiderata.

Sul sito lostamerica.com è possibile ammirare una miriade d’immagini realizzate con questa tecnica. Come quella qui a fianco.

Saranno graditissimi sulla nostra pagina Facebook i contributi dei lettori.

A presto, ALT

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