La composizione fotografica: un esercizio per capire a che punto siamo

This entry is part 2 of 4 in the series La composizione fotografica

Linee, sagoma, trama e contrasto cromatico in quest'immagine della Torre Velasca (ph.: A. Lo Torto, 2000)

In questa strana domenica vorrei raccomandarvi un ottimo esercizio per allenare la mente ad osservare i vari elementi compositivi, nonché il modo in cui siete soliti servirvene. Sono convinto che troverete il procedimento illuminante. Premetto che solitamente non suggerisco esercizi imperniati sui temi visivi perché chi vuole migliorare come fotografo dovrebbe evitare di sviluppare sterili preconcetti sulle regole della composizione. Sarebbe come avere una mente a senso unico: infatti, mettere a fuoco un singolo elemento visivo può distogliere dall’esperienza di un’immagine completa. Comunque, l’esercizio che segue è concepito per rafforzare l’abilità compositiva, mediante una presa di coscienza dei propri “preconcetti visivi” (punti di forza e di debolezza inclusi). E’ stato ideato dal grande Bryan Peterson, di cui già abbiamo parlato a proposito del “triangolo magico dell’esposizione”.

Nell’articolo precedente abbiamo detto che gli elementi visivi su cui il fotografo dovrebbe focalizzare l’attenzione sono:

  1. le linee
  2. la sagoma
  3. la forma
  4. la trama
  5. il motivo
  6. il colore.

Dalla prossima volta vedremo nel dettaglio ciascuno di questi elementi. Per ora il mio consiglio è quello di cominciare ad esercitarsi radunando un buon numero di immagini (una settantina dovrebbero andare bene, meglio se stampate e posizionate l’una accanto all’altra sulla scrivania) e cominciando ad osservarle con occhio critico. E’ preferibile che che le foto non contengano soggetti umani; pertanto prendete panorami, tramonti, still-life, macrofoto d’insetti, fiori, ecc.

Ma quante belle linee... trame, motivi (ph.: Silvia Zambon)

A questo punto, tracciate sei colonne su di un foglio di carta. In cima ad ognuna scrivete l’intestazione relativa a ciascuno degli elementi visivi; perciò, sulla prima colonna scrivete “linee”, sulla seconda “sagoma”, sulla terza “forma” e così via fino a “colore”. Siete pronti a studiare analiticamente le vostre fotografie. Osservatele una ad una e tracciate un segno di spunta nella colonna che meglio descrive l’elemento (o gli elementi) che domina la composizione. Dopo averle “classificate” tutte, controllate quali colonne presentano più segni di spunta (la ragione per cui vi ho detto di radunare un numero consistente di fotografie è per rendere più probabile che almeno una colonna presenti una quantità maggiore di spunte … è una legge statistica).

Coscientemente o no, tutti preferiamo certi elementi compositivi. Sia il contenuto delle vostre immagini, sia il modo in cui esso è organizzato, ci rivela qualcosa della nostra forma mentis… sempre che il motivo per cui scattate fotografie provenga dai vostri sentimenti e non semplicemente da un’esteriore imitazione dello stile di qualcun altro!

Quali colonne presentano meno segni di spunta? Prendete nota degli elementi con il minor punteggio e, alla prima occasione, uscite con la macchina fotografica, intenzionati ad identificare ed isolare proprio questi elementi compositivi. Ma mi raccomando: portatevi dietro solo un tele (o uno zoom tele al massimo). Infatti, come ben sapete, eliminando l’illusione della profondità di campo, questo tipo di ottica riduce la prospettiva e restituisce una visuale molto più selettiva. Inoltre, grazie al limitato angolo di campo, consente di ridurre il numero di elementi circostanti di disturbo e di concentrare l’attenzione sugli specifici particolari visivi che si desiderano enfatizzare.

Comunicatemi i risultati del test. Attendo con ansia. ALT

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