Ieri oggi Milano. Allo Spazio Oberdan

di Elisabetta Spinelli

Foto di L. Campigotto, 2014

Foto di L. Campigotto, 2014

Ha inizio con la mostra “Ieri oggi Milano”, esposta nelle sale dello Spazio Oberdan, il progetto “Dal territorio alla terra. Progetto per un museo di fotografia diffuso” ideato dal Museo di Fotografia Contemporanea e finanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Questo è uno dei quattro appuntamenti inseriti all’interno del semestre di Expo e della sua cornice tematica che, nell’intenzione della curatrice Roberta Valtorta, offre al visitatore uno scenario per aiutare a riflettere sui grandi cambiamenti che hanno segnato l’identità e il senso della città nell’arco di settant’anni.

Il percorso espositivo è composto da 170 fotografie e opere video realizzate dal secondo dopoguerra ai giorni nostri e firmate da quaranta autori – spiccano i nomi di Gianni Berengo Gardin, Gabriele Basilico, Giovanni Chiaramonte, Peter Fischli e David Weiss, Guido Guidi, Mimmo Jodice e Thomas Struth.

"Una domenica all'Idroscalo", foto di Mario Cattaneo (anni Sessanta)

“Una domenica all’Idroscalo”, foto di Mario Cattaneo (anni Sessanta)

La diversità dei codici e degli approcci, vista la presenza di generi diversi, dalla fotografia di architettura e paesaggio al reportage classico e al ritratto ambientato, consente al pubblico di venire a contatto con visioni differenti e con una narrazione composita e arricchente. A essere composto è un interessante e articolato mosaico dedicato ai grandi mutamenti che hanno trasformato il volto del capoluogo lombardo dal punto di vista urbanistico (dalle baracche del dopoguerra alle fabbriche e ai grandi cantieri contemporanei), socio-economico (le famiglie, i giovani), culturale (i personaggi del mondo dell’arte, del design e dell’architettura). Se a Gianni Berengo Gardin è lasciato il compito di raccontare la vita tra i ballatoi delle case di ringhiera, a Luca Campigotto è richiesto di cogliere il volto contemporaneo della metropoli. Non possono sfuggire una visione poetica del Duomo e della sua piazza (Moreno Gentili) e la descrizione in bianco e nero dell’ambiente mondano degli anni Settanta realizzata da Carla Cerati.

La mostra è aperta dal 19 giugno al 30 agosto con i seguenti orari: martedì-venerdì ore 12-19.30; sabato-domenica 10-19.30.

Il Museo di Fotografia Contemporanea è l’unico museo italiano, finanziato pubblicamente, totalmente dedicato alla fotografia. Nato in seno al progetto “Archivio dello spazio” (parte fotografica del progetto Beni Architettonici e Ambientali della Provincia di Milano, 1987-1997), ha visto l’impegno della Provincia di Milano e del Comune di Cinisello Balsamo, enti fondatori e sostenitori del Museo, e nella fase di avvio anche la collaborazione della Regione Lombardia e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Inaugurato nel 2004 nella sede della seicentesca Villa Ghirlanda di Cinisello Balsamo, negli anni ha ampliato il suo patrimonio, portando le collezioni fotografiche fino all’ampiezza attuale e creando una biblioteca di 16.000 volumi disponibili al pubblico. Promuove il Premio Paolo Costantini per la Saggistica sulla Fotografia, sviluppa una costante attività editoriale (cataloghi di mostre e saggistica), condivide progetti espositivi con altri importanti musei europei. Realizza progetti di arte pubblica volti a radicare le sue attività nel territorio, si avvale di un vivace Servizio educativo che coinvolge ogni tipo di pubblico. Da sempre pone le sue attività in equilibrio tra la conservazione, catalogazione, valorizzazione del patrimonio e la sperimentazione dei linguaggi, in considerazione dei radicali mutamenti che la fotografia, ormai vitale parte dell’arte contemporanea, vive nell’era della rivoluzione digitale.

"Anamnesi", foto di Mimmo Jodice (1998)

“Anamnesi”, foto di Mimmo Jodice (1998)

Il Museo di Fotografia Contemporanea interpreta dunque la dimensione del cambiamento della fotografia oggi, e contemporaneamente ricerca il senso di un museo nell’era complessa della comunicazione tecnologica globalizzata. Punto di riferimento italiano per la cultura fotografica internazionale, oggi il Museo di Fotografia Contemporanea ha una storia consolidata alle spalle, fatta di esperienza e di molteplici attività.

Il Museo di Fotografia Contemporanea ha sede a Cinisello Balsamo, nell’hinterland deindustrializzato di Milano e, oltre a essere un grande protagonista culturale dell’area metropolitana che va crescendo e strutturandosi intorno alla Milano storica, può dirsi il museo di fotografia che manca alla città di Milano intesa in senso tradizionale.
Oggi questo “museo decentrato” vive una crisi di crescita alla quale cerca di far fronte, e ha sempre più profondamente bisogno di considerazione e di vera attenzione da parte, oltre che della Provincia di Milano e del Comune di Cinisello Balsamo che lo hanno fondato e lo sostengono, di tutte quelle istituzioni e quei soggetti privati che individuano nella fotografia un’arte contemporanea fondamentale ed estremamente significativa per ogni tipo di pubblico.

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