I due volti di Palermo, gli anni ’60 e ’70. Fino al 6 novembre

Vedi l’articolo sull’archivio fotografico di Franco e Giusto Scafidi

di Mariasanta Buscemi

Foto di Marco Ranelli

Foto di Marco Ranelli

Inaugurata il 16 ottobre scorso, chiuderà i battenti il 6 novembre, la mostra dal titolo I due volti di Palermo, gli anni ’60 e ’70, promossa dal Comune di Palermo e patrocinata dalla Fondazione Ignazio Buttitta e dalla Fondazione Sciascia. A coordinare i lavori Giusto Scafidi e Mariasanta Buscemi.

In esposizione cento fotografie di Franco Scafidi, classe 1942, provenienti dal ricco archivio storico di Franco e Giusto Scafidi. Immagini che sono lo specchio del tempo nel quale sono state scattate e rappresentano quell’epoca con le sue abitudini e angosce, i suoi miti e ideali; narrano di luoghi oggi totalmente diversi e altri rimasti invariati, sono frammenti di realtà che divengono testimonianza storica di altissimo valore.

Foto di Marco Ranelli

Foto di Marco Ranelli

Le ferite causate dalla Seconda Guerra Mondiale al tessuto urbano, economico e ancor più sociale di Palermo sono la base su cui poggiano i cambiamenti e gli stravolgimenti di questi anni, con quelle tante incongruenze che sfociano in fenomeni eterogenei e sovente contrapposti. Dall’emigrazione alle arti e i mestieri, dal degrado centro storico ai luoghi della Palermo bene, dalle proteste ai diversi modi di spendere il tempo, e poi ancora il folklore, lo spettacolo e la musica con la costituzione di miti che riescono inconsciamente a fondere i vari strati della società. Non mancano in queste fotografie importanti personalità che hanno vissuto quel periodo e che tra sperimentalismo, ricerca e tradizione si sono impegnati a confrontarsi con la realtà sociale del momento. Dal cinema al teatro, dall’arte a letteratura, il giornalismo e l’antropologia. Ci sono Sciascia, Ignazio Buttitta, Guttuso, Pasolini, Zeffirelli, Moravia, Dacia Maraini, Danilo Dolci.

Foto di Marco Ranelli

Foto di Marco Ranelli

In questa mostra a parlare saranno solo le immagini. Ognuna di loro è caratterizzata da una spontaneità avvolgente, ed è per ciò che la Palermo di Franco Scafidi riesce tanto bene a rappresentare la manifestazione autentica dell’umanità colta nel suo accadere. Un realismo pulsante, capace di raffigurare alla perfezione – senza nulla aggiungere o togliere – un periodo importante della storia cittadina, cruciale anche per comprendere la Palermo di oggi.  Un ventennio di rimescolamento sospeso tra realtà e utopia, paure e speranze, tradizioni e innovazioni, benessere e povertà. Sono i due caratteri di una città che vive ostinatamente dei suoi contrasti. Sono i due volti di Palermo, e mai ce ne sarà uno che prevarrà sull’altro.

Palazzo Ziino, Via Dante 53 – Palermo

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