Gli obiettivi per la macro

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Per questi fiammiferi ho usato un tubo di prolunga e un 50mm f/1.8 "normale" sulla mitica EOS 3... non fabbricano più macchine così. ph.: A. Lo Torto, 1999

Un sabato mattina di diversi anni fa mi trovavo in un prestigioso negozio di articoli per fotografia di Milano. Mentre attendevo di essere servito, un signore discuteva al bancone col commesso di turno: “Ma questa sigla “macro” che ultimamente mettono su molti obiettivi che vuol dire? – chiese – che cos’è un obiettivo macro?”. Risposta: “Niente di speciale. Un obiettivo macro è quello che ingrandisce e permette di riprendere fiori e insetti da vicino”. All’epoca ero poco più di un ragazzino. Non mi sarei mai permesso d’intervenire nel discorso… oggi invece l’avrei fatto! Eccome se l’avrei fatto. Anni dopo, discutendo con un collega che lavorava per un noto magazine di viaggi e avventure nel mondo, venne fuori l’argomento “macro” e costui, quasi risentito, mi disse che un professionista non può non avere nella borsa almeno due obiettivi macro. L’ho già detto in più di un’occasione: detesto il fanatismo!

Tra chi vi racconta che se non avete una sfrenata passione per scarafaggi e pistilli è meglio che lasciate perdere e chi vi dice che se non vi tenete in tasca un Nikkor D non potete neppure uscire a comprare le sigarette, esistono posizioni intermedie ben più logiche ed equilibrate. L’approssimativa e lapidaria definizione del negoziante era proprio una boiata; così come l’atteggiamento spocchioso e delirante di uno che alla fin fine faceva foto di chiappe col tanga e di villaggi turistici per “lupi (e lupe) in caccia”.

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Ecco quel che si può fare in termini di rapporto di riproduzione con un 100mm macro... non male, eh?! ph.: A. Lo Torto, 2011

Gli obiettivi macro hanno un grandissimo pregio: la versatilità. Come gli zoom. Consentono la ripresa normalissima, come qualsiasi altro obiettivo, ma in più, grazie ad una distanza minima di messa a fuoco molto ridotta, rispetto alle ottiche non macro della stessa focale, permettono di andare molto più vicino al soggetto e, pertanto, un maggiore ingrandimento. Quanto? In genere fino a rapporti di riproduzione di 1:2 e 1:1, cioè con il soggetto che sul sensore è grande la metà o addirittura a dimensione naturale. Esempio: le dimensioni del sensore CMOS di una Canon 5D sono di 24x36mm (come un fotogramma del rullino “classico”), il diametro di una moneta da un euro 32mm circa. Usando un obiettivo EF 100mm f/2,8 macro riusciamo ad “occupare” tutto il sensore.

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Niente più del 4x5 consente tanta nitidezza e incisione del dettaglio... (Sinar F, Schneider Optik super-angulon 120mm) ph.: A. Lo Torto, 2003

Ma il macro non è solamente un obiettivo con l’elicoide di messa a fuoco dotato di maggiore escursione. Infatti, un obiettivo per riprese normali, di qualunque lunghezza focale, è calcolato per dare le sue migliori prestazioni nella ripresa di soggetti posti a qualche metro di distanza. Se lo usassimo per fotografare soggetti vicini o vicinissimi – magari con l’ausilio di tubi di prolunga o soffietti (presto tratteremo anche questo argomento) – non otterremmo sicuramente la qualità offerta invece da un vero obiettivo macro. La sua peculiare costruzione ottica è studiata in modo da fornire le migliori prestazioni a distanze ravvicinate.

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Gli obiettivi macro sono eccezionali anche per lo still-life ravvicinato. Ve lo dice uno che lo fa di mestiere (e a cui poco interessano gli insetti!). ph.: A. Lo Torto, 2010

Con l’avvento dell’autofocus praticamente tutti i costruttori hanno inserito in catalogo ottiche macro con messa a fuoco automatica. Negli ultimi anni, poi, si è assistito al fenomeno della crescita della focale di questa tipologia di prodotti. Il primo macro che io ricordi, prodotto dalla Elmar, era praticamente un normale da 65mm. A partire dai primi anni ottanta le lunghezze focali offerte dai vari produttori hanno cominciato pian, piano ad aumentare considerevolmente: 90, 100, 180 e addirittura 200mm (chi non ricorda con invidia l’abbinamento Nikon F5 e Nikkor 200mm f/4 che molti pro sbandieravano sulle riviste di settore negli anni ’90?! Io sì…); parimenti, il progresso tecnologico ha portato ad un incremento della loro apertura massima che, nei macro, era sempre stata di almeno uno stop più chiusa rispetto agli obiettivi normali. E i motivi che hanno portato in questi ultimi anni al proliferare delle lunghe focali macro (dai 90mm in su) e la perdita di interesse per quelle inferiori (mi riferisco in particolar modo al 50mm) sono sostanzialmente due:

    1. la versatilità, appunto. Sembrerà strano, ma la focale cosiddetta “normale”, 50mm, è decisamente la meno usata: non c’è fotografo che non le preferisca un bel grandangolo da 28 o da 24mm, oppure un tele da 135 (non è un caso il successo degli zoom grandangolari che partono dal 24mm, o di quelli tele dagli 80mm in su);
    2. e la distanza di ripresa. A parità di rapporto di riproduzione, la distanza aumenta con l’aumentare della lunghezza focale dell’obiettivo. Ciò è un grande vantaggio perché consente di stare più distanti dal soggetto: dobbiamo fotografare un insetto? Lo disturberemo sicuramente meno a una certa distanza e correremo meno il rischio di vedercelo volar via sotto agli occhi proprio mentre stiamo per premere il pulsante di scatto. Dobbiamo fare una foto ravvicinata all’ultimo francobollo della collezione del nonno Pierino?  Potremo disporre la nostra illuminazione nel modo migliore, senza che l’obiettivo, o la nostra pancia mentre impugnamo la macchina, interferiscano con la luce, magari creando ombre indesiderate.

Le ottiche macro per sistemi reflex

Ma vediamo quali sono i veri obiettivi macro, consentendoci di premettere che non essendo clubfotografia.com un “sito commerciale” e che non entrandoci in tasca un bel niente quando citiamo marche e prodotti, i consigli che diamo sono totalmente spassionati e dettati esclusivamente dal nostro giudizio tecnico e dalla nostra competenza in materia. Ok?!

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Canon

Diciamo subito che per quanto riguarda le ottiche fisse sono stati presi in considerazione soltanto i “veri macro” e cioè quelli che i produttori hanno dichiarato in grado di mettere a fuoco dall’infinito fino al rapporto 1:1. Per gli zoom invece, il rapporto di riproduzione minimo selezionato è stato, per ovvi motivi, quello di 1:3. In generale ci siamo resi conto che, grazie alle più recenti tecnologie costruttive, tali fattori di ingrandimento vengono raggiunti con allungamenti fisici dell’obiettivo ridotti ai minimi termini e il solo spostamento di alcuni gruppi di lenti, non di tutti. La maggior parte poi, dimostra di avere un’apertura massima di f/2.8 e, ciò malgrado, la qualità delle immagini ottenibili a tutta apertura è davvero molto elevata… una ragione in più per considerare l’obiettivo macro una focale universale, dal momento che la resa ottica è ottima su tutte le distanze e non solo su quelle ravvicinate (risultato ottenuto grazie a schemi sofisticati che comprendono anche una dozzina di lenti e di vetri a bassa dispersione).

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Sigma

Una considerazione: a chi servono? La risposta è semplice: a tutti coloro che fotografano e che vogliono ottenere risultati di qualità. Con un macro medio-tele possiamo riempire il fotogramma con la classica corolla di fiore, così come possiamo scattare un ottimo ritratto. Se ci troviamo in viaggio, un’ottica con apertura f/2.8 ci consente riprese in interni anche a mano libera e senza dare troppo nell’occhio: musei, chiese, castelli, gallerie d’arte, ecc. E senza nulla sacrificare alla qualità dell’immagine. Tenete presente che l’incisione di un macro, usato anche a tutta apertura, è superiore a quella di una focale analoga non macro.

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Nikon

In una fredda mattina newyorkese di qualche anno fa, la mia socia si presentò in studio sventolandomi sotto al naso uno scatolone bianco, rosso e nero con dentro un EF Macro 100mm f/2.8, un classicissimo che però mi ero sempre rifiutato di provare. Dopo la mia reazione iniziale (ma guarda sta’ st… come butta via quei pochi soldi che abbiamo!), lo montai sulla macchina e cominciai a scattare. Da allora non me ne sono più liberato. E’ un obiettivo fantastico: versatile e intelligente. E io non faccio foto ai fiori, agli scarafaggi, ecc…

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Minolta

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14 Responses to Gli obiettivi per la macro

  1. Questo è davvero un articolo interessantissimo, l’ho praticamente bevuto tutto d’un fiato e sono d’accordo su tutto quello che di quanto scritto può essere opinabile. Complimenti 🙂

  2. grazie usy, i complimenti sono sempre ben accetti. mostraci qualcuno dei tuoi lavori, dai! sei una “macro-fotografa”? lo fai per lavoro o per diletto? siamo curiosi, davvero… stiamo cercando qualcuno che ci possa degnamente rappresentare al prossimo Lucca Digital Photo Festival e il nostro “casting” è sempre in corso…!
    ALT

  3. Articolo interessante, mi è stato utile per approfondire l’argomento. Al momento mi diletto in macrofotografia con ottiche non proprio specifiche e cercavo un aito per capèire quale potesse essere migliore o comunque più versatile da montare sulla mia fuji finepix f1 pro con attacco nikon. penso che mi orienterò su di un 105 o un 150 f2,8 anche se avevo previsto un 70-300. Mi rimane una perplessità: meglio con messa a fuoco manuale o af? Ho letto che è meglio spostarsi di pochi centimetri dal soggetto e lasciare il fuoco fisso che star lì a mettere a fuoco,

  4. Caro Daniele, cominciamo dall’ultima domanda: la messa a fuoco automatica, quando si tratta di macrofotografia, è un terreno su cui muoversi coi piedi di piombo. Nel caso il tuo soggetto sia prevalentemente “piatto” (come un francobollo, ad ex), oppure il cui piano principale (quello più importante, su cui concentrare l’attenzione in fase di ripresa) non presenti particolari difformità in 2D, allora non ci sono problemi. Una fotocamera come la tua è sufficientemente intelligente da capire dove mettere a fuoco, pertanto l’uso dell’AF è consigliato in quanto i margini di errore sono cmq molto bassi. I problemi sorgono invece quando il ns soggetto manifesti uno sviluppo tridimensionale non trascurabile e la posizione di ripresa non ci consenta di “appiattirne” i tratti (un insetto, un fiore, un soldatino, ecc.). A quel punto, fuoco manuale e diaframma ridotto al minimo sono praticamente obbligatori! “Spostarsi”, come dici tu, non penso sia la soluzione migliore: soprattutto perché con aperture minime, l’uso del treppiedi è grandemente consigliato… per cui, tira pure le tue conclusioni.

    Per quanto riguarda gli obiettivi, la mia opinione è una ed una soltanto: 105 f/2.8 è fantastico! il 70-300 con la macro mi sembra la scelta più assurda che tu possa fare! Non mi risulta che Nikon produca un 150 macro f/2.8, forse Sigma?

    Ciao e continua a seguirci, ALT

  5. salve sono un dilettante che si è appassionato alla fotografia grazie ad una zenit, poi sono passato alla digitale con una canon eos 350D, ora ho fatto un salto di qualità da un anno a questa parte con la eos 7D, devo dire che sono passato da un’utilitaria ad una supercar si nota la differenza.
    Tra le ottiche che possiedo vi sono sia il 18-55 in dotazione con la 350D ed il 18- 135 in dotazione con la 7D. io ho comprato invece prima il 55-200 della Tamrom, poi sono passato al 70- 300 sempre della Tamrom, volevo capire a cosa serve il macro nel 70 – 300?
    inoltre per fare delle macro uso un macro Canon 100 usm con rapporto 1:2.8 che oltre al tasto per passare da MF ad AF, c’è anche quello che mi fa passare da minimo 0,31m a infinito, e da 0,48m a infinito.
    grazie Antonio

  6. I tamron lasciali perdere.. Se scatti con il 100 macro della canon che vuoi di più?!
    Hai letto il nostro post: http://www.clubfotografia.com/gli-obiettivi-per-la-macrofotografia ?
    Vai e leggi… 😉
    Ciao e continua a seguirci, ALT

  7. Salve,

    possiedo una full frame ma non ho ancora un obiettivo adatto alla ritrattistica, se è possibile vorrei qualche consiglio da voi.
    So bene che il macro è un obiettivo molto versatile, però vorrei capire se il 105mm macro può essere una vera e propria alternativa all’85mm.
    Girovagando sul web ho notato che coloro che usano il macro per la ritrattistica solitamente lo impiegano per tematiche drammatiche, mentre tutti i ritratti beauty li ho visti fatti con l’85mm o il 70-200. Voi cosa ne pensate al riguardo?

    • La “drammaticità” di un’immagine, a mio avviso, è una questione molto relativa. Per quanto mi riguarda, penso che la luce sia il fattore determinante. Certo, la focale conta (un soggetto ripreso a distanza ravvicinata, coetersis paribus, acquisisce caratteri più marcati e “drammatici” di uno ripreso a distanza), ma se vogliamo vederla soltanto da un punto di vista esclusivamente tecnico, le differenze sono davvero poche: 85 o 105mm sono esattamente la stessa cosa. Io la penso così.
      Ciao e a presto, ALT

  8. Buon giorno a tutti. Sono nuova di questo ambiente che però mi affascina molto. Volevo chiedere un’informazione… Qualche tempo fa mi hanno regalato una Nikon Coolpix AW100, con il suo adattatore, posso montare un obiettivo Grandangolare 52/55/58Mm .43X Ad Alta Definizione Della Serie “Studio” Della Polaroid Con Attacco Macro + Kit Da Viaggio Per Teleobiettivo 2.2X Ad Alta Definizione Della Serie “Studio” Della Polaroid Con Astuccio Per Lente E Copriobiettivo? L’ho trovato su Amazon e l’ho trovato interessante. Dato che non sono pratica di obbiettivi vi chiedo aiuto. Grazie anticipatamente.

    • In linea di massima ti direi che è possibile… sinceramente non conosco questo tipo di obiettivi, ma la loro descrizione dice che con un anello adattatore da 52mm sono montabili su qualsiasi tipo di lente. Se la coolpix ha la filettatura sul copriobiettivo non dovrebbero esserci problemi. Non ho idea di cosa poi possa saltar fuori a livello ottico (cioè se la resa ottica dell’immagine sia accettabile o no), ma fisicamente non dovresti incorrere in problemi di compatibilità.
      Il consiglio che posso darti (anche se difficile) è quello di provare prima l’attrezzatura in qualche negozio specializzato. Lo so che certi oggetti sono probabilmente reperibili solo on-line, ma magari in qualche store fornito di qualche grande città riesci a trovare in assortimento quello che ti serve…
      Più di così non so che altro dirti. A presto, ALT

  9. io ho comprato un Sigma105-2,8 ”macro, ma non l’ho ancoratestatopermancanzadi tempo;vorrei utlizzarlo con lo sill life pubblicitario;cosa ne pensate?,è gradita risposta. grazie. Filippo

    • Sì, perché no? Nello specifico è un obiettivo ottimo per i ritratti, ma se i tuoi soggetti non sono cose troppo “particolari”è sicuramente uno strumento molto efficace. Ciao, continua a seguirci, ALT

  10. ma scusate,quali obbiettivi sono i piu luminosi e poco costosi per video macro?
    si possono usare anche le lenti Vintage che costano poco e sono buone?
    io ho una lumix gh2,grazie.

    • Tutto dipende dall’attacco a baionetta della tua fotocamera, dalla compatibilità elettronica dei contatti degli obiettivi (che, nel caso di lenti “vintage”, come le definisci tu, ritengo sia nulla…) e dagli strumenti che ti piacerebbe avere sottomano quando lavori. In breve, se t’interessa avere l’autofocus e i metadati di scatto da confrontare in postproduzione, probabilmente, un vecchio obiettivo non è indicato… ma se non te ne frega niente e la lente che hai sottomano si adatta perfettamente con la tua fotocamera, perché non usarla?! Se il barilotto non ha problemi di tenuta di luce e i vetri sono a posto io direi proprio di servirtene…. Ciao, ALT

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