Funzioni di editing integrate? E sulle reflex no?!

di Antonio Lo Torto

Instagram su Android (fonte: wired.com)

La possibilità di agire prontamente sui nostri scatti attraverso un software di editing sembra sembra stia diventando una vera e propria necessità. Specialmente per le piccole fotocamere compatte, le bridge e gli smartphones di fascia alta in grado di produrre file immagine addirittura da 25 Mb, le cosiddette “apps” dedicate al fotoritocco digitale stanno letteralmente spopolando.

Pensiamo alla possibilità, sempre più comune, di connettere la macchina in modalità wireless ad un tablet e di lavorare sulla foto praticamente in tempo reale, creando così una sorta di “sistema ibrido” che, lasciatevelo dire, secondo il sottoscritto lascia davvero il tempo che trova… perché?! Ve lo spiego subito.

Punto primo: si tratta di applicazioni semplici, con poche funzioni, dedicate più a chi si diverte a “cazzeggiare” col telefonino che non a chi desidera farne un uso serio.

Punto secondo: i risultati a cui pervengono sono discutibili, non hanno una valenza “assoluta” (leggi: la compatibilità incrociata dei differenti sistemi di acquisizione ed elaborazione delle immagini è ancora all’età della pietra. Ciò che su un Iphone 4S appare luminoso e sgargiante, su di un monitor LCD della Samsung potrebbe apparire buio e poco contrastato), l’utilizzo che ne fanno i professionisti è praticamente nullo.

Una mia "creazione" con Adobe Ps Express (ph.: A. LoTorto, 2011)

Prendiamo una delle app gratuite più popolari in questo momento, Instagram: un’accozzaglia poco convincente di filtri rubacchiati qua e là, che un utente d’intelligenza media si “diverte” ad applicare ai propri capolavori fotografici… oltre 10 milioni di downloads fino ad oggi. Prendiamone un’altra: Adobe Photoshop Express. Ometto il giudizio per evitare di dire volgarità. Non trattandosi di un programma free, i downloads, in questo caso, sono molti meno, circa mezzo milione; comunque non così pochi. E allora?! ALT sta dicendo un mucchio di fesserie… milioni di persone che scaricano e utilizzano questi programmi non possono essere tutte completamente rimbecillite!?

Le case produttrici di reflex digitali di fascia medio-alta non prevedono, per i loro clienti con la puzza sotto al naso, la possibilità di usufruire di questi “splendidi” gadgets di fotoritocco digitale. Perché?! Beh, è abbastanza logico: un target di professionisti e fotoamatori avanzati non è certo l’obiettivo degli sviluppatori di questi programmini. Al massimo (e se si vuole considerarli tali), funzioni di regolazione del colore come il “seppiato” sono già presenti su tutti i modelli, ma non costituiscono dei veri e propri “filtri”…

Allora, cerchiamo di dare un senso a tutto questo discorso guardando la questione in termini più positivi (o, per lo meno, meno negativi). Osserviamo la “metà piena del bicchiere” e chiediamoci se la grande diffusione di Instagram e affini non sia poi così disdicevole e se certe funzioni siano implementabili anche sulle fotocamere più costose e sofisticate: un bel filtro “Fuji Velvia” piacerebbe anche a me sulla mia Canon Eos-1 in fondo, in fondo… Perché devo attendere di tornare a casa per applicare tutti i miei “pasticcetti” digitali a ciò che produco quando mi trovo, ad esempio, in campagna col mio bambino?  Quanto piacerebbe al nostro amico Nando averci dentro la sua digitale tutti quei “riccioloni” che lui ama tanto, bell’e pronti da appiccicare alle sue foto dei fiori e degli insetti? Un bel po’… credo.

Una schermata di Photoshop Express (courtesy of blogs.adobe.com)

La popolarità dilagante di queste apps sta facendo nascere nel consumatore medio (come me, Nando e il 95% di quelli che stanno leggendo quest’articolo) il desiderio di poter modificare in tempo reale le foto che scattiamo – e con questo intendo persino prima di aver salvato il file sulla scheda di memoria della macchina fotografica. Oddio, nel mondo della fotografia digitale le “mode” passeggere sono state tantissime; pensate all’HDRI: fino a un annetto fa era sul punto di esplodere, oggi la funzione specifica non viene neppure inserita negli ultimi modelli commercializzati da Canon e Nikon… nonostante il sottoscritto ne sia ancora entusiasta e non lo consideri affatto una “moda”.

Il logo del "famigerato" Instagram (fonte: Internet)

Comunque sia, qualcuno dei “filtrini” di Instagram, di Photoshop Express o presenti su qualche compattina come la Coolpix S1100pj non sarebbe poi così male avercelo. Per quanto mi riguarda – e prima di passare agli impianti neurali direttamente collegati dal cervello alla fotocamera… non sto scherzando! Guardate qui – ne ho elencato qualcuno che, in tutta sincerità, non mi dispiacerebbe avere anche sulla “macchinona” con cui di solito lavoro:

  1. Rimozione istantanea della polvere. A meno che di solito non conserviate la vostra fotocamera al livello -5 dell’Area 51, dove si effettuano le autopsie degli alieni in totale asetticità, anche la reflex meglio protetta della galassia, prima o poi, accumulerà pelucchi e granelli di polvere sul sensore. Statene certi. E non c’è pulizia di quest’ultimo che tenga; persino quelle effettuate nei laboratori specializzati/autorizzati non sono così precise ed accurate come dovrebbero. Un buon filtro removing dust, settato in maniera adeguata in modo da non perdere dettagli, potrebbe essere una soluzione convincente.
  2. Taglia (cropping) e ridimensiona. Una funzione utilissima e trascuratissima. In moltissime occasioni ho dovuto attendere di tornare in studio per ridimensionare una foto e spedirla ad un cliente impaziente di vedere cosa avevo combinato. Su una DSLR sarebbe un vero e proprio gioco da ragazzi implementarla.
  3. Connessione wireless al tablet o allo smartphone. Perché devo attaccare la mia EOS-1 al computer usando cavi e cavetti quando invece potrei benissimo sfruttare una comoda connessione senza fili presente su modelli di fotocamere ben più piccoli e pulciosi? Quanti fotoreporter risparmierebbero del tempo prezioso inviando via mail (in tempo praticamente reale) le immagini del Tour de France direttamente alla redazione del quotidiano per cui lavorano? (anziché trascorrere ore in sale stampa arrangiate alla bell’e meglio, sotto la pioggia e in cui, di solito, non funziona mai niente!).
  4. Sharing istantaneo (su Facebook o altri social network). Per quanto mi riguarda non la ritengo una mancanza così grave, ma mi rendo conto che per molti lo è. Sfruttando la connessione wireless con il telefonino, condividere delle immagini appena scattate con la fotocamera potrebbe essere una cosa immediata.

Secondo voi? Quali funzioni di editing, che oggi mancano, sarebbe simpatico (e utile) avere sulle reflex digitali di fascia medio-alta con cui di solito lavorate o vi divertite? Attendiamo pareri…

A presto, ALT.

One Response to Funzioni di editing integrate? E sulle reflex no?!

  1. buongiorno, anzitutto davvero complimenti per i vostri tutorial. Ben fatti e molto chiari. Purtroppo ho scoperto il vs sito da pochissimo ma mi sono già fatto il bookmark 😉 Se posso aggiungere qualcosa relativamente a Instagram, che uso da oltre un anno e mezzo, dovete tenere conto che viene usato soprattutto per postare le foto (decisamente meno la si usa per scattare foto direttamente o per utilizzare i suoi filtri: meno del 45%); ormai esistono migliaia di Photo Editing Apps e se posso suggerirvene alcune ci sono sicuramente due che sono di una spanna sopra le altre (Snapseed e Filterstorm) permettono di fare anche blending di immagini; in genere Photoshop Express è molto efficace per togliere il rumore sulle foto ma non è tra le migliori. A disposizione per ulteriori chiarimenti e grazie ancora per i vs suggerimenti! 🙂

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