Fotografare le persone: le 5 regole base per scattare un buon ritratto

This entry is part 1 of 5 in the series Fotografare le persone

Vedi anche: le foto di gruppo e la fotografia in b/n

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David Icke di A. Lo Torto, Los Angeles 2009

Scattiamo molte più foto di persone che di qualsiasi altro soggetto: amici, familiari, bambini, gente di paesi lontani, ecc. Nello stesso modo in cui un bravo pittore non si accontenta della somiglianza fisica della persona che ritrae, chi vuole cogliere l’essenza dell’individuo non deve compiacersi di un’immagine qualsiasi, ma deve andare oltre.

Le fotografie che si scattano alle persone sono di due tipi distinti: i ritratti e le istantanee. Quando vogliamo realizzare un ritratto “collaboriamocol soggetto che, in linea di massima, si mette in posa apposta per noi. Nel secondo caso, invece, aspettiamo l’attimo favorevole senza intervenire, più o meno come fanno i reporter o i documentaristi. Comunque sia, in entrambe le situazioni, dobbiamo ricordarci di quanto sia importante riflettere sul soggetto e sul contesto in cui si trova, in modo da comporre nella nostra testa l’idea di cosa vogliamo ottenere.

Da oggi cominciamo ad affrontare un “argomento trasversale”: il ritratto.

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Francesca e il suo nipotino, A. Lo Torto – 2006

Perché  “trasversale”?! Perché il ritratto comprende tantissime tipologie differenti e nel ritratto rientrano decine di stili diversi: può essere a colori o in bianco e nero, ambientato, spontaneo, costruito, reportagistico, di moda, sociale, ironico, formale o informale, in primo piano, composito, di gruppo, a doppia simmetria, ravvicinato, “rubato”, di profilo, di matrimonio e… chi più ne ha, più ne metta. Ritratto, forse più in fotografia che in pittura, vuol dire un po’ di tutto

Dal momento che il sottoscritto è qui per elargire ragguagli tecnici e non per fare il critico fotografico (e in questo caso mi dispiace un po’…), a partire da oggi, per qualche settimana, affronteremo il tema della fotografia di persone iniziando proprio dal ritratto (successivamente ci dedicheremo alle istantanee, altro bellissimo argomento) e tanto per non perdere del tempo prezioso, con questo primo articolo effettueremo una carrellata veloce dei metodi da mettere in pratica per non sbagliare quando si vuole realizzare un buon ritratto.

Prossimamente, in una serie di articoli specifici dedicati ai fotoamatori avanzati e ai professionisti, vedremo un po’ più nel dettaglio e con maggiore rigore tecnico come fare il salto di qualità nel fotografare le persone. Per ora prendete questi 5 consigli come le regole base del ritratto alle quali dare sempre retta se non volete toppare…

1. Come mettere in posa il soggetto. Chi è il vostro soggetto? Quali tratti della sua

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Notate l’eleganza di quest’immagine: il cappello è il punctum che da significato all’intero ritratto (Cecil Beaton, il Barone Quintin Hogg – 1945 circa)

personalità volete cogliere? E’ un intellettuale o un body builder? Un tipo serio o un bighellone? ecc: quando fotografate qualcuno che si mette in posa per voi, pensate sempre a chi avete davanti. Riflettete bene su come comunicargli le qualità che secondo voi andrebbero valorizzate, perciò discutete dell’abbigliamento che dovrebbe indossare, della migliore location in cui scattare, del tipo di atteggiamenti e gestualità che vorreste sottolineare attraverso la fotografia. Chiedetegli se è d’accordo con voi. Agite di conseguenza. NOTA: l’espressione del volto è ovviamente l’indicazione più chiara e immediata della personalità di qualcuno, ma quando si scatta un ritratto tutti gli elementi dell’inquadratura contribuiscono a metterla in risalto.

2. Ricognizione preliminare. Individuate il luogo in cui volete far posare il soggetto e stabilite in quale punto posizionarvi con la fotocamera. Verificate la luce ambiente e/o predisponete l’illuminazione che volete usare (in aggiunta o in sostituzione di quella presente). E’ importante che il vostro soggetto sia rilassato e a proprio agio. Evitate di farlo attendere troppo in piedi durante i preparativi: quando arriva in location, dovreste essere già pronti e dedicargli la vostra attenzione.

3. Obiettivi. Non ce n’è: le migliori focali per i ritratti ravvicinati di volti o soggetti a mezzobusto sono i cosiddetti “tele corti“: da 85 a 135mm al massimo. Infatti, rispetto

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Jakarta, Indonesia – A. Lo Torto ’02

agli obiettivi normali (50mm) consentono di rimanare un po’ più a distanza, evitando di stare troppo addosso al soggetto. L’unico problemino che hanno è la scarsa profondità di campo, pertanto fate molta attenzione quando mettete a fuoco: l’occhio del soggetto più vicino alla macchina fotografica dovrebbe essere il punto ideale da scegliere; magari usate il solito pulsantino di controllo della profondità di campo per verificare quanta parte del volto è effettivamente a fuoco (nel caso fosse minima, vi converrà chiudere un po’ il diaframma, luce permettendo). Per i ritratti a figura intera o ambientati, io di solito non mi spingo sotto i 50mm, ma conosco dei fotografi che usano persino il grandangolare… attenti in ogni caso alle distorsioni di queste focali.

4. Angolazione. Guardate nel mirino (o sul display)  e cercate d’inquadrare il soggetto in varie pose: di profilo, di tre quarti, in primo piano; che guarda in su, in giù, a destra, ecc. Osservate come cambia ogni volta la sua espressione e stabilite quale secondo voi sia la migliore. Fate qualche scatto di prova e mostratelo al diretto interessato che, trattandosi di lui, sarà ben lieto di collaborare. Ricordatevi sempre (ecco, sono pronto a pontificare un’altra volta): che la foto di qualcuno è venuta bene, se e solo se quel qualcuno si vede bene in quella foto! Per ALT questa è una legge inderogabile…

5. La luce. Come per la fotografia in generale l’illuminazione è l’elemento fondamentale, ma nella fotografia di persone lo è probabilmente ancora di più. Avremo occasione di discutere molto approfonditamente i singoli casi, per adesso vi basti sapere che in linea di massima una luce soffice, diffusa è generalmente quella più indicata quando si scatta un ritratto, ma in molti casi anche una luce laterale, drammatica, potrebbe essere più adatta al tipo di soggetto che vogliamo ritrarre. Dipende ovviamente da chi abbiamo davanti e da cosa vogliamo comunicare con il nostro lavoro. Sperimentare, come sempre, è la parola d’ordine: provate diversi tipi di illuminazione in modo da essere sempre a vostro agio con ciascuno e, quando si presenterà quella particolare situazione, sarete sempre in grado di scegliere la luce giusta… dobbiamo sempre cadere in piedi, no?!

A presto, ALT

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7 Responses to Fotografare le persone: le 5 regole base per scattare un buon ritratto

  1. Ottimi consiglia 🙂 Grazie !!

  2. Avrei una cosa da chiedere sul punto 4. Ho fotografato una ragazza bellissima ma che non ha autostima…le sono piaciute le foto in posa,banali e uguali(personalmente non le trovo belle) ma non quelle in cui la prendevo di sorpresa e sorrideva..cosa dovrei fare?

    • Ciao Chiara, penso che questo sia più un problema suo che tuo… In ogni caso, se le foto che hai scattato tu servono per comporre un book che la ragazza stessa ti ha chiesto di realizzare, l’importante è che ce ne sia qualcuna “buona” che a lei piace. Vorrà dire che lei sceglierà quelle che preferisce… Per quanto ti riguarda, decidi tu quale foto eventualmente inserire nel tuo portfolio, indipendentemente da quello che la ragazza ha scelto. Al limite puoi sempre effettuare un piccolo “sondaggio”, mostrando agli altri il tuo lavoro e decidendo in base al numero di preferenze… Mi sembra democratico. A presto, ALT

  3. Uno dei problemi principali di quando si fotografano delle ragazze è riuscire a creare un’atmosfera tale affinché il soggetto si sente completamente a suo agio. E questo dipende solo dal fotografo. Il fatto che le sue foto non ti piacciono, Chiara, dipende da quello.

  4. Uno dei problemi principali di quando si fotografano delle ragazze è riuscire a creare un’atmosfera tale affinché il soggetto si sente completamente a suo agio. E questo dipende solo dal fotografo. Il fatto che le sue foto non ti piacciono, Chiara, dipende da quello.

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