“F4 – Un’idea di Fotografia”. Per tutta l’estate sulle colline trevigiane.

di Elisabetta Spinelli

I nuovi spazi espositivi dell'Antico Lanificio Andretta a Follina (TV) (fonte: Internet)

Al via la seconda edizione del festival dedicato alla fotografia moderna e contemporanea della Fondazione Francesco Fabbri.

Dopo il successo dello scorso anno, la Fondazione Francesco Fabbri riapre il suo festival dedicato alla fotografia moderna e contemporanea nelle sedi di Villa Brandolini a Pieve di Soligo e nell’Antico Lanificio Andretta a Follina, nel cuore delle colline trevigiane.

Una riflessione attorno al tema dei paesaggi culturali con sei mostre che spaziano dalla fotografia di fine Ottocento fino alle ricerche legate alla contemporaneità, curate da Carlo Sala, Diana Edkins, Julian Sander ed Enrica Viganò. Oltre alle mostre, il festival si compone di vari eventi collaterali quali incontri, presentazioni di libri e workshop fotografici.

Villa Brandolini, a Solighetto di Pieve di Soligo (Treviso) in Piazza Libertà 7 si svolgeranno:

  • August Sander – Michael Somoroff, Assenza di soggetto

 “Assenza di soggetto”, mostra d’esordio del percorso, mette in relazione il grande fotografo moderno August Sander con il contemporaneo Michael Somoroff. Sander, con la celebre serie “Ritratti del ventesimo secolo“, ha saputo figurare i tratti caratteristici di un’epoca attraverso le sembianze degli abitanti della Repubblica di Weimar. Un “catalogo” di umanità che racconta il mondo rurale e la città, le varie professioni e gli artisti, fino ad arrivare agli ultimi, gli homeless e i veterani di guerra. Una visione plurale della società, che tanto contrasta con l’ideologia nazionalsocialista sulla razza che porterà al sequestro delle copie dei suoi libri e alla distruzione delle sue lastre fotografiche. Michael Somoroff reinterpreta le immagini di Sander facendone scomparire le persone; è un lavoro concettuale ma anche umanista che vuole giungere all’essenza dei luoghi. Strade silenziose e interni di case vuote sono un mezzo per riflettere sull’intimo legame che esiste tra l’uomo e il contesto in cui vive, vero custode della sua identità.

  • Edward Burtynsky, L’uomo e la terra. Luci e ombre

"Nichel" di E. Burtynsky (courtesy of eventiesagre.it)

L’esposizione “L’uomo e la terra”. Luci e ombre, sita nelle serre di Villa Brandolini, propone l’opera del canadese Edward Burtynsky. Fin dall’inizio della sua trentennale carriera, egli si è sempre confrontato con la natura in trasformazione e, in particolare, con l’effetto del progresso sul paesaggio. Ha ritratto luoghi emblematici di questi processi, dalle stazioni per l’estrazione del petrolio ai cimiteri dei relitti navali, dalle ventri sbancate delle cave di marmo alle spettacolari miniere di nichel, fino alle imponenti costruzioni delle nuove metropoli asiatiche. Uno sguardo che si muove nei vari angoli del mondo, dall’America alla Cina, dal Canada al Bangladesh, inseguendo le grandi mutazioni dell’ambiente. Queste fotografie, con la loro carica estetica, sono uno strumento per portare lo spettatore a interrogarsi sugli effetti dell’azione umana e sulla necessità di uno sviluppo sostenibile che sappia creare una relazione rispettosa con il territorio.

  • Emma CiardiL’opera fotografica tra Venezia e Refrontolo

Emma Ciardi, ultima erede del vedutismo pittorico veneto, è un’artista in bilico tra modernità e tradizione. Per la prima volta, con questa mostra, viene svelata in modo compiuto la sua attività di fotografa, attraverso un corpus di immagini provenienti dal Fondo Pasinetti del CISVe di Venezia. Profondamente legata al paesaggio, Emma Ciardi compie un’indagine sulla realtà, narrando i luoghi della sua vita, dalla natia Venezia fino a Refrontolo, luogo di elezione e pace dei suoi ultimi anni.

  • Cristina Treppo, Lo stato incerto delle cose

Foto di Cristina Treppo (courtesy of palinsesti.org)

L’intervento di Cristina Treppo propone una serie di installazioni site specific disseminate per Villa Brandolini e per il suo parco. Le opere sono di carattere ibrido, composte da vari materiali con incastonati frammenti di immagini fotografiche. In questi lavori sono raffigurati oggetti quotidiani che hanno perso la loro valenza funzionale, divenendo puri elementi estetici in grado di evocare un profondo senso della memoria.

 

Mentre nei Nuovi Spazi Espositivi dell’Antico Lanificio Andretta, in via Padre Anacleto Milani a Follina (TV):

  • Michele Cera, Dust

La serie di scatti “Dust” di Michele Cera documenta il peculiare volto dell’Albania odierna. Interrogandosi sulle architetture “senza qualità”, l’autore ci narra di un paese in cui la vita quotidiana si accompagna ad un profondo senso di abbandono. Immagini scarne e minimali raccontano di luoghi marginali popolati da edifici fatiscenti o incompiuti. Sono raffigurati paesaggi fragili e perennemente in bilico come le esistenze delle genti che popolano quelle terre.

  • Massimo Sordi, Indian photographs

Foto di M. Sordi (courtesy of leggievai.it)

Massimo Sordi, autore profondamente legato all’India, rivela con le sue fotografie la complessità di questa nazione. Un paese che non vuole abbandonare le proprie tradizioni e al tempo stesso che sta gestendo profonde mutazioni sociali, legate al progresso e alla globalizzazione. La mostra si compone di scatti in bianco e nero che descrivono un lungo viaggio, dalle grandi megalopoli in continua crescita ai remoti villaggi delle regioni rurali.

 

Il festival F4 – Un’idea di Fotografia inaugura con un vernissage domenica 10 giugno, alle ore 11.15. Le mostre resteranno aperte per tutta l’estate, fino al 16 settembre.

 

 

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