4 consigli per fotografare “al buio” senza treppiedi

di Antonio Lo Torto

Il treppiedi è sicuramente uno dei più importanti accessori di un fotografo. Anzi, definirlo solo un “accessorio” è sbagliato: quasi al pari della macchina fotografica, il treppiedi è uno strumento fondamentale. Purtroppo però ha un grave difetto: è scomodo. Portarselo dietro è una bella seccatura e, a volte, finisce pure per rompersi. Buona norma, però, è averne uno sempre con sé. Magari piccolo, leggero, facilmente trasportabile…

Oggi voglio darvi qualche consiglio su come comportarvi se, per caso, vi trovaste senza treppiedi e le condizioni d’illuminazione, scarsa, ne suggerissero l’utilizzo imprescindibile. Sarebbe un peccato perdere qualche scatto interessante a causa della sua mancanza. Sicuramente il risultato non sarà lo stesso, comunque è sempre meglio provarci, no?! Vediamo come fotografare “al buio” senza il treppiedi.

1. Aprite il diaframma

Foto n.1: mettendo a fuoco nel punto giusto e aprendo il diaframma si possono ottenere discreti risultati (ph.: A Lo Torto, New York City, 2007)

Foto n.1: mettendo a fuoco nel punto giusto e aprendo il diaframma si possono ottenere discreti risultati (ph.: A Lo Torto, New York City, 2007)

Se, con poca luce, siete costretti a scattare a mano libera, anche i sassi sanno che la prima cosa da fare è quella di usare un’apertura di diaframma adeguata al tipo di focale e all’impostazione di sensibilità ISO scelta. Guardate qui: il triangolo magico dell’esposizione. Ancora meglio qui, dove troverete tutte le lezioni relative alla Teoria dell’esposizione corretta… imperdibili! (perché le ho scritte io…).

Spesso alcuni fotografi di paesaggio vorrebbero, come dice il proverbio, la botte piena e la moglie ubriaca, pretendendo di immortalare una scena notturna, a mano libera, con diaframma a f/18 per ottenere la massima nitidezza…  Si può! Se possedete un telescopio satellitare da esplorazione stellare come Hubble al posto di una Nikon sarà un gioco da ragazzi, assicurato. Ora, non so se la NASA abbia messo in vendita qualche pezzo di seconda mano su Ebay, comunque dopo dò un’occhiata e vi faccio sapere.

Piuttosto il consiglio che voglio darvi è quello di scattare alla massima apertura consentita dal vostro obiettivo (con il numero “f” che sia il più piccolo possibile) mettendo a fuoco sulla porzione di scena che più v’interessa.

Bisogna dire che purtroppo molti obiettivi economici (e non solo, ahimè) non lavorano troppo bene “alle grandi aperture” e/o in condizioni di luce molto scarsa, pertanto se lo scopo della vostra vita è quello di fare foto notturne a mano libera, è bene che investiate su una lente come Dio comanda. Un bel 50mm tanto per incominciare, che consente di scattare con “diaframmoni” a prezzi molto contenuti. Guardate cosa abbiamo detto in proposito in questo nostro articolo specifico. Tanto per farvi capire: l’apertura massima su un 50mm f/1.8 fisso ci “regala” 3,5 stop in più di uno zoomaccio 18-55mm di solito fornito in dotazione standard ad una reflex di fascia media. In termini di luminosità assoluta equivale a una quantità di luce superiore di… 12 volte! Scusa se è poco.

2. Usate lo stabilizzatore d’immagine

Come ho già detto mille volte, la causa tipica di un’immagine mossa è il movimento accidentale della fotocamera, dovuto in molti casi alla scarsa luce presente nell’ambiente che ci costringe ad utilizzare tempi di scatto lunghi rispetto alla lunghezza focale. Il rischio di mosso aumenta con la lunghezza focale… Voglio ricordarvi ancora una volta quel vecchio adagio fotografico, dei tempi di mio nonno: non impugnare mai a mano libera un obiettivo se il tempo di scatto è più lungo dell’inverso della focale utilizzata, altrimenti la foto uscirà mossa (scattando con un tele da 200mm, quindi, il tempo più lungo di scatto che vi sarà concesso sarà di 1/250 di secondo, ecc.).

Tuttavia i tempi cambiano e la tecnologia ci viene in soccorso. Oggi molte case fabbricano obiettivi dotate di stabilizzatore d’immagine per rilevare e correggere anche le minime vibrazioni. Premendo a metà il pulsante dell’otturatore viene “bloccato” il meccanismo. Minuscoli sensori giroscopici rilevano le vibrazioni dell’obiettivo ed inviano un segnale al processore della fotocamera, che controlla un sistema in grado di compensare i movimenti dell’obiettivo lungo l’asse orizzontale e verticale, consentendo di guadagnare anche 3/4 stop in più rispetto a quanto stabilito dal nostro “adagio”… Canon contraddistingue i suoi obiettivi dotati di stabilizzatore con la sigla “IS” (image stabilizer).

3. Impugnate la fotocamera nel modo corretto

Foto n.2: l'importanza dell'impugnatura corretta (courtesy of http://digital-photography-school.com)

Foto n.2: l’importanza dell’impugnatura corretta (courtesy of http://digital-photography-school.com)

Fotografando in condizioni di scarsa luminosità a mano libera è bene che impariate qualche trucchetto per impugnare la macchina in modo da ridurre al minimo possibile le vibrazioni. Guardate la foto n. 2A: avvicinate entrambi i gomiti al corpo il più possibile e, se il movimento per voi non risulta esageratamente contorsionistico, al limite appoggiateli pure sullo sterno. Noi esseri umani non ci facciamo casi, ma persino respirare può influire sull’esposizione, perciò, se potete (senza svenire, per carità!) trattenete l’aria nei polmoni fino a scatto ultimato, oppure premete il pulsante immediatamente dopo aver espirato. Altra buona posizione è quella della foto n. 2B che ci consente di creare una specie di treppiedi sfruttando gomiti e ginocchia. Provateci.

4. Impostate la sensibilità ISO

Qualche tempo fa in un articolo abbiamo trattato la questione spinosa della sensibilità e del “rumore” relativo, generato impostando valori ISO elevati. Bisogna dire che rispetto a quando è stato scritto (sono passati 3 anni) la tecnica ha fatto passi da gigante. Oggi in commercio esistono fotocamere in grado di realizzare immagini decisamente poco “rumorose” anche a valori di sensibilità elevatissimi (come 1600 o, addirittura, 3200 ISO). La Canon EOS 5D Mark III provata qualche giorno fa (vedi) consente di produrre foto nitidissime persino a 6400 ISO!

Foto n.3: immagine e dettaglio a 6400 ISO con una Fuji X100S (ph: J. Maher, NYC, 2013)

Foto n.3: immagine e dettaglio a 6400 ISO con una Fuji X100S (ph: J. Maher, NYC, 2013)

I consigli che abbiamo dato allora restano comunque sempre validissimi, soprattutto se il vostro scopo è quello di stampare su carta le immagini che avete scattato (dovrebbe essere lo scopo di tutti i fotografi, ma i tempi cambiano… oggi ci sono i tablet!). Ricordatevi sempre che: più elevato è il valore ISO impostato, più sensibile alla luce sarà il sensore della nostra macchina, di conseguenza la quantità di illuminazione necessaria a scattare la foto sarà inferiore, MA il “rumore” (nel senso di granulosità dell’immagine finale, punteggiatura della superficie, scarsa resa dei colori, ecc.) diverrà molto più percepibile. Cercate quindi di settare la fotocamera al valore ISO che vi consenta la massima sensibilità possibile e il rumore minore. E’ importante che facciate delle prove per capire quale sia effettivamente questo valore sulla vostra macchina fotografica: scattate allo stesso soggetto, nelle medesime condizioni di illuminazione, impostando sensibilità ISO differenti (adeguando i valori tempo/diaframma, ovviamente). Ogni macchina ha una tecnologia diversa dall’altra, quindi non è detto che, a parità di condizioni, una Leica produca un’immagine della medesima rumorosità di una Nikon o di una Canon… bisogna confrontare i risultati.

Tenete presente che, di solito, tra 800 e 1600 ISO cominciano a saltar fuori le prime magagne. Ve ne accorgerete ingrandendo l’immagine. Il punto è che, oggi come oggi, i fotografi sono anche bravi “smanettoni”: eventuali rumori possono sempre essere aggiustati grazie ai programmi di fotoritocco..! I nostri affezionati di Facebook mi sembrano MOOOOLTO portati in questo genere di attività… vero?! 😉

Foto n.4: immagine scattata a mano libera dall'affascinante "viaggiatrice" Anne McKinnell... ehh (ph.: A. McKinnell, Canada, 2010)

Foto n.4: immagine scattata a mano libera dall’affascinante “viaggiatrice” Anne McKinnell… ehh (ph.: A. McKinnell, Canada, 2010)

Nella foto n.3, scattata insieme al mio amico newyorkese James Maher con una Fuji X100S a 6400 ISO, potete notare la grana “consistente” presente nell’immagine, anche se la resa del colore rimane comunque ottima.

Molte delle migliori foto di paesaggio vengono realizzate al tramonto e, spessissimo, ci troviamo così… letteralmente su “due piedi”, senza treppiedi che ci venga in soccorso. Imparare qualche trucchetto per poter scattare a mano libera anche in queste condizioni è sempre utile, direi.

A presto, ALT

2 Responses to 4 consigli per fotografare “al buio” senza treppiedi

  1. Ciao, bell’articolo, grande! Una domanda: per quanto riguarda la questione tempi/focale…se io ho una aps-c e uso un 35 mm, devo considerarlo come un 50, e quindi scendere a un 50esimo di secondo? Cosi per togliere il dubbio…Grazie!

    • No, Patrick, non necessariamente. Devi considerare anche l’apertura del diaframma… La maggiorazione di focale che comporta il tuo sensore non è direttamente correlata all’esposizione. I parametri da considerare sono, appunto, l’apertura f/, il tempo e la sensibilità impostata. Ciao e continua a seguirci, ALT

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