Collezionismo, questo sconosciuto

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La “malattia” del collezionismo di macchine fotografiche: come iniziare, dove focalizzarsi, dove andare a scovare quei pezzi rari di cui tanto abbiamo bisogno…

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Mercatino by A. Lo Torto - Dartford, GB 1997

Che differenza c’è tra un fotografo ed un collezionista di macchine fotografiche? Quando un fotografo acquista una camera solitamente si mette ad osservarla, un collezionista no. La ascolta… Il fotografo vuole capire cosa si vede attraverso il mirino. Il collezionista invece si concentra più sul rumore che una macchina fa: se tutti i click-clack dei meccanismi interni sono al loro posto.

Perché bisognerebbe mettersi a collezionare macchine fotografiche? Diciamo che un buon numero di persone le colleziona per poi usarle, ma moltissimi altri, una volta acquisito quel pezzo che tanto cercavano, lo piazzano sullo scaffale e si limitano ad ammirarlo.

Come in tutte le forme di collezionismo (dalle figurine dei calciatori ai vasi cinesi) il desiderio di completezza e l’appagamento derivante dal “puro possesso” della cosa prendono molte volte il soppravvento, ma questa è un’altra storia…

In ogni caso, può diventare una vera e propria “droga” e se non ci si sta attenti si può finire nel tunnel: compri una macchina insolita e hai qualcosa di nuovo da mostrare in giro; ne compri due e hai dato inizio ad una collezione; alla terza l’ossessione è ormai alle porte e si casca nell’errore grossolano tipico di tutti i collezionisti alle prime armi: acquistare tutto ciò che è “vecchio”, senza fare distinzione alcuna!

Cosa consiglio a chi vuole iniziare a collezionare macchine fotografiche?

Scherzi a parte, penso che sia comunque meglio specializzarsi nel raccogliere materiale particolare di un certo periodo (le automatiche russe degli anni 50’ e 60’, ad esempio), o una certa tipologia di camera (le reflex bioculari) o addirittura dedicarsi ad un marca specifica (voglio tutte le Minolta dalla prima all’ultima!), piuttosto che correre il rischio di riempirsi la casa di un’accozzaglia di oggetti diversissimi tra loro e senza un filo conduttore che possa giustificarne la raccolta.

Ad esempio conosco un signore americano che si dedica ai “landmarks”, alle pietre miliari della storia della fotografia: la prima 35mm prodotta (una Leica), il primo rullino per SLR (Exacta) e quello per reflex bioculari (della Rolleiflex), la prima macchina con esposimetro incorporato (una Contafex) e così via… e questo è già un buon inizio.

Zeiss Ikon Nettar, 1949

Il collezionismo di pezzi d’epoca è quanto più di variegato ci possa essere, soprattutto in un panorama sconfinato come quello rappresentato della fotografia: ci sono gli specialisti della Leica, che non hanno altro dio all’infuori dell’ottantene teutonica. Quelli della Zeiss, idem con patat… opss, con bratkartoffeln volevo dire! I fanatici del legno e dell’ottone, che bollano come ultramoderno tutto quello che si è fabbricato dal 1910 in poi. C’è chi è patito di macchine panoramiche e “stereo”, chi si dedica esclusivamente al grande formato o chi fa pellegrinaggi nei vari mercatini alla ricerca della Polaroid perduta. C’è persino chi colleziona microcamere da spionaggio (le 16mm viste in qualche film di James Bond) e, è proprio il caso di dirlo, chi più ne ha, più ne metta. Se finora nulla ha ancora stuzzicato le vostre fantasie, sappiate che potete sempre votarvi a qualcosa di ancora  più insolito e diverso….

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