Portfolio: “Evanescence” di Chiara Cossu

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di Antonio Lo Torto

Potremmo iniziare questa storia nel più classico dei modi. Sì, potremmo iniziare con un bel c’era una volta, l’esordio d’eccellenza di ogni storia degna di questo nome. Infatti, potremmo raccontare che all’inizio di questa nostra avventura di clubfotografia.com avevamo tante idee e tanti progetti in testa, tante cose da fare e da dire, tante persone a cui voler dare lo spazio che si meritavano. Sono passati quasi cinque anni (sembra ieri!) e molto di quanto ci eravamo riproposti inizialmente non è stato fatto e, forse, non lo sarà mai. Chi ci ha seguito nell’arco di questo lustro avrà visto quanto di veramente nostro è stato messo nel realizzare le pagine di questo blog e, bene o male, avrà capito l’impegno profuso nel realizzarlo.

Mai ci stancheremo di ringraziare Nando Rondinelli, l’uomo che a clubfotografia.com sta dedicando molto del suo tempo, gestendo quella vetrina mediatica che è la nostra pagina di Facebook, arrivata alla soglia dei sedicimila “iscritti”. Così come tutti quegli amici che quotidianamente interagiscono con noi postandoci i frutti del loro lavoro e della loro passione. Senza di loro, clubfotografia.com non esisterebbe.

Chiara Cossu è una di questi. Una ragazza sarda di 31 anni (nata a Sassari), laureata in lettere e filosofia, che oggi fa la fotografa e la video-operatrice freelance. Chiara è stata la prima a cui il sottoscritto ha voluto dedicare una pagina perché personalmente convinto del suo potenziale artistico. All’epoca avevamo voluto mettere in risalto alcuni aspetti della “vena” di questa ragazza, esponendo una sua ricerca dedicata al mare. Oggi vogliamo farvi vedere quanto Chiara sia “cresciuta”… artisticamente, s’intende!

In nuce, già cinque anni fa, erano ipotizzabili dei buoni sviluppi, ma il ricorso ad altre forme espressive, come la poesia, a mio giudizio rendeva un po’ “ibrido” il suo modo di comunicare. Non che io abbia qualcosa in contrario alla poesia, tutt’altro, ma, come si dice a Milano, O félé ofelè fa el to mesté (giovane pasticcere fai il tuo mestiere)! Noi siamo fotografi ed è giusto che utilizziamo gli strumenti a nostra disposizione per comunicare al mondo il nostro pensiero… il resto sono tutti “inutili orpelli”, che non ci competono.

Oggi la Cossu dimostra di padroneggiare la tecnica in maniera più che dignitosa (l’uso della priorità di tempi sembra essere uno dei suoi cavalli di battaglia) e pare aver capito la strada da percorrere. Una strada tutt’altro che facile, anzi complicatissima!

I fotografi sanno fin troppo bene con quanta facilità il loro lavoro potrebbe catapultarli nel mezzo dei conflitti che infuriano intorno al soggetto del corpo. Infatti, ad accendere le passioni del pubblico è sempre stata quella sorta di percezione della trasgressione al modo convenzionale d’intendere la fisicità in generale e la sessualità in particolare di cui il mezzo fotografico si è da sempre fatto portatore. La fotografia di nudo (ne abbiamo parlato in un “noto” articolo diventato fonte di citazioni bibliografiche), di qualunque tipo essa sia (erotica, glamour, pornografica o altro), “genera subbuglio”… ma è inevitabile. Oggi non se ne può proprio fare a meno: infatti, laddove viene chiamato in causa il corpo umano, il potere della fotografia può essere messo in discussione, ma mai negato.

La fotografia di nudo è un lavoro ostico, un’attività pericolosa, sempre al limite tra l’arte e il cattivo gusto. Maestri del “settore” ce ne sono stati tanti, ma non tantissimi. Chiara, grazie alla sua poliedrica personalità, è riuscita a muovere i primi passi in questo campo minato dimostrando destrezza e agilità da felino… brava. Non possiamo che farle i nostri più sentiti complimenti.

Evanescence

di Chiara Cossu

L’Evanescenza della fisicità, l’interiorità onnipresente, l’autoritratto come finestra su me stessa, i sentimenti, la rivolta dello spirito si muovono al mio interno divenendo esterno, un esterno Evanescente: il fisico , la materia… Come un onda che emerge dall’oceano per il tempo della percezione della vita e poi torna ad innabissarsi, così questa serie chiamata Evanescence, schizzi di bianco e nero spesso non centrati per dare il senso dell acqua, come un acquarello i corpi si fondono tra di loro in un bianco nero che ci rimanda al tao, un’unione di opposti, una fusione di anima, corpo-fisico ed energia.

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