Carmelo Bongiorno: “Dalla luce in poi”. A Milano

di Elisabetta Spinelli

Fotografia di Carmelo Bongiorno (courtesy of repubblica.it)

Fotografare è un atto d’amore – sostiene Carmelo Bongiorno, fotografo siciliano, presente sulla scena internazionale da oltre vent’anni. Si fotografa sempre un luogo, un oggetto o una persona che si ama, qualcuno o qualcosa a cui si è legati, che ci è caro, che ci rimanda indietro nel tempo o ci restituisce delle emozioni“.

E le emozioni di Carmelo Bongiorno traspaiono dai suoi intensi ed irreali scatti in bianco e nero: immagini mosse e sfocate che evocano paesaggi cari all’autore e sospesi nell’universo dei ricordi. “A diciott’anni, nell’assoluta incertezza del futuro e con l’incontenibile desiderio di raccontarmi, per me la scoperta della fotografia fu una vera folgorazione: la macchina fotografica divenne un meraviglioso strumento d’introspezione, i miei negativi radiografie dell’anima. Cercavo, scattavo, sviluppavo e stampavo: riempii la mia vita di fotografie, non potevo fare altro. ”

Questa è la dichiarazione di poetica di Carmelo Bongiorno che in questa mostra si racconta, attraverso una selezione di opere, che ripercorrono la sua lunga ed instancabile ricerca artistica ed umana. Immagini che narrano momenti e luoghi, vissuti e visti con gli occhi di chi si lascia sedurre dall’unicità dell’attimo, di chi, come lui stesso descrive, “prova stupore per la luce” e questa è la “condizione indispensabile per poter fotografare.” Una luce che colpisce o accarezza chi guarda, che svela o palesa, scorci della sua amata Sicilia, fatta di terra, di mare, ma soprattutto di passione.

Fotografia di Carmelo Bongiorno (fonte: Internet)

Le immagini grandi e sfocate tratte dalla serie L’isola intima e quelle dai forti contrasti e cariche di movimento di Voci rivelano lo stato d’animo, lo stupore dello sguardo di colui che investiga il reale e che, non pago, lo mescola all’invenzione. Di altro sapore le ultime immagini di Forbidden color con colori acidi dichiaratamente e volutamente innaturali che irrompono sulla superficie. Una vivacità capace di mantenere il valore degli elementi simbolici che caratterizzano i soggetti della fotografia.

Dal 12 gennaio al 19 febbraio 2012 presso Barbara Frigerio Contemporary Art, via Fatebenefratelli, 13 – Milano

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