Alla Triennale le foto visionarie di Gérard Rancinan. “Trilogia dei Moderni”.

di Elisabetta Spinelli

Gérard Rancinan, "La zattera delle illusioni" 2008-© (courtesy of boumbang.com)

Gérard Rancinan, genio visionario della fotografia, è al centro della mostra Trilogia dei Moderni, alla Triennale di Milano fino al 27 maggio.

Insieme a Caroline Gaudriault, il fotografo realizza scatti che combinano un approccio purista alla fotografia a una profonda sensibilità letteraria. Il percorso espositivo, incentrato sulla rivisitazione delle icone dell’arte in una modalità contemporanea che riscrive condizioni sociali e cambiamenti in corso, raccoglie sette anni di lavoro, 70 fotografie e 300 modelli, divisi in tre parti: la prima, intitolata “Metamorphoses“, è stata presentata al Palais de Tokyo a Parigi nel 2009, e la seconda, “Hypotheses“, alla Chapelle Saint-Saveur nel 2011. La terza e ultima parte, “Wonderful World“, viene proposta in anteprima assoluta a Milano.

Il fotografo Gérard Rancinan e l’autrice Caroline Gaudriault sono acuti osservatori di un mondo in continuo cambiamento. L’opera di Rancinan è unica nel suo genere. Prima arriva lo spettatore che è sorpreso dall’impatto fotografico, poi dall’opera scaturisce la forza delle idee sulle quali le immagini sono costruite. Il lavoro di Gérard Rancinan e Caroline Gaudriault è innegabilmente legato al mondo dell’arte contemporanea e combina un approccio purista alla fotografia a un’alta sensibilità letteraria.

Gérard Rancinan, "Le menines", 2009-© (courtesy of search.it.online.fr)

Classe 1953, Gérard Rancinan inizia a collaborare all’agenzia di fotogiornalismo Sygma dal 1973, per poi passare a People nel 1978, esperienza attraverso la quale inizierà a girare il mondo per poi tornare ai suoi progetti fotografici nella seconda metà degli anni Ottanta. La mostra alla Triennale arriva in concomitanza della pubblicazione, in Francia, del libro A wonderfoul world, con il quale Rancinan chiude la trilogia Des Modernes, iniziata con “Métamorphoses“, che si focalizzava sui cambiamenti in atto nella società contemporanea attraverso la rivisitazione di grandi classici della storia dell’arte. “Hypothèses“, seconda parte del progetto, seguiva invece un filo onirico per tracciare il tema dell’eredità culturale. «Quando spariscono dal pianeta 25 lingue ogni anno, e le civiltà che le avevano create e conservate finiscono ‘a pezzi’ nei musei, che ne sarà della nostra eredità culturale?» si sono chiesti Gérard Rancinan e Caroline Gaudriault. In A wonderful world invece, i supereroi hanno rimpiazzato ogni icona classica. Fra le famiglie di Topolino e Batman i protagonisti della vita politica, economica e del mondo dello spettacolo ritrovano una dimensione disincantata, più vicina alla realtà.

Gérard Rancinan, "L'ultima cena" © (courtesy of rancinan.com)

Il libro-catalogo della trilogia non solo raccoglie le immagini del fotografo e i testi della Gaudriault, ma anche interviste e contributi a varie personalità, tra cui lo storico Stéphane Hessel, il linguista Claude Hagège, l’antropologo Georges Balandier e Pascal Boniface, direttore dell’Institut des Relations Internationales et Stratégiques di Parigi.

Dopo il lancio milanese, sarà presentata in numerose istituzioni museali in tutto il mondo.

dal 4 maggio al 27 maggio 2012 alla Triennale – Viale Alemagna 6, Milano

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