Alla Galleria Sozzani, gli eleganti nudi del fotografo ceco František Drtikol. Fino al 15 luglio.

di Elisabetta Spinelli

In esposizione 60 scatti, prevalentemente nudi femminili, che rivelano il grande talento dell’artista ceco.

František Drtikol, “Composizione n.14”, 1920 ca. (courtesy of baruchfoundation.org)

L’opera di František Drtikol, tra i primi anni del Novecento e la metà degli anni Trenta, è stata fonte d’ispirazione per generazioni di fotografi fino ai nostri giorni: nelle sue immagini, Drtikol mette in risalto le forme sinuose e sensuali delle donne e gioca con le evanescenti suggestioni create attraverso un uso sapiente della luce. Drtikol è affascinato dal corpo femminile in quanto origine della bellezza, del pensiero e dell’anima. La figura femminile, attraverso forme e movimenti disposti ad arte, il pathos sentimentale delle espressioni e il virtuosismo della composizione, diviene una visione ossessiva: santa e vergine, demone e femme fatale.

I suoi nudi femminili si possono distinguere in due filoni di ricerca: una lirico, l’altro decisamente più drammatico, anche se spesso i due  temi si sovrappongono.

I ritratti delle donne fragili e delicate ricordano la Beatrice di Dante, le angeliche figure Pre-Raffaellite o le misteriose creature di Gustav Klimt. Le loro espressioni e la loro gestualità riportano all’atmosfera melanconica e di sogno dell’Art Nouveau. A queste figure languide e trasparenti si sovrappongono le femmes fatales, simboli di amore e di morte, come nelle opere di molti artisti del Simbolismo e dell’Art Decò.

František Drtikol, Nudo, 1920 ca. (courtesy of montenapoleone.web)

In modo particolare, la figura di Salomé stimola la fantasia di Drtikol, così come ha ispirato Gustave Flaubert, Oscar Wilde, Aubrey Beardsley, Gustave Klimt. Le fotografie di Drtikol della Salomé nuda sono il simbolo di un’epoca in cui lussuria e punizione, eros e thanatos, i conflitti tra sesso e morte, culminano negli insegnamenti e negli scritti di Freud. La polarità dell’erotismo e della morte è rappresentata nelle fotografie, mai pubblicate, di donne crocifisse.

Drtikol cura con attenzione lo sfondo dei suoi set fotografici, specialmente l’illuminazione, e sceglie semplici forme come cerchi, onde, colonne, eliminando tutti gli elementi di possibile disturbo, per concentrarsi sulla bellezza della linea pura.

Alla Galleria Sozzani, in mostra anche alcune immagini della serie “Vlna” (onda), uno dei suoi lavori più celebri e significativi: le forme geometriche sono come sempre da sfondo e il corpo femminile gioca con esse. E’ la correlazione fra le linee organiche ed inorganiche, l’armonia tra un corpo vivo e la materia inerte. Come sottolinea lo stesso Drtikol in un commento del dicembre 1914: “La vita è come un’onda. Le creste delle onde rappresentano la gioia e la felicità, le acque che formano l’onda sfortuna e tristezza… Credo che le persone aspirino  a raggiungere quella pura tranquillità che artisti e scienziati hanno sempre sognato.. Ogni cosa nel mondo è ripartita.”

František Drtikol, Vlna, 1925 (courtesy of croixdelaboheme.eu)

Nella prima metà degli anni Trenta Drtikol, non trovando figure reali in grado di corrispondere alla sua immaginazione, crea egli stesso le sue figure femminili, ritagliando cartone o legno, secondo il suo ideale di forma femminile: un corpo sottile e molto slanciato fra seno e fianchi, idealizzato ed astratto.

In una lettera Drtikol commenta così il suo lavoro: “In passato, quando avevo un’idea e provavo a realizzarla con una modella in carne e ossa, ho sempre fallito. Ora disegno o modello la posa che ho in mente e costruisco da solo gli oggetti, le forme geometriche e quant’altro mi sia necessario. Sistemo gli oggetti e provo le luci affinché rendano l’effetto migliore così da corrispondere il più possibile alla mia idea. Certamente non uso solamente silhouettes, ma anche piccole figure tridimensionali studiate con precisione fino all’ultimo dettaglio perché corrispondano alla realtà – e non siano perfette: ho idealizzato il corpo e creato il mio archetipo personale. E solo ora posso dire di essere soddisfatto del mio lavoro perché ogni cosa proviene da me, dalla A alla Z. L’idea e il materiale che utilizzo.”

In quegli anni, Drtikol è impegnato in una continua e profonda ricerca spirituale che lo allontanerà dalla fotografia per avvicinarsi alla pittura, alla meditazione yoga e alle religioni indiane, tibetane, cinesi. Dal 1935, si dedicherà esclusivamente alla pittura.

Fino al 15 luglio 2012 alla Galleria Sozzani – Corso Como 10, Milano.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Connect with Facebook