“A meno di non ricorrere a una fotografia”, una collettiva di grandissimi. A Milano

di Elisabetta Spinelli

Nan Goldin, "Kathleen at the Bobery Bar" (1995) (fonte: flaminiogualdoni.com)

Fino al 17 giugno a Milano, un’esposizione per riflettere sullo spettro amplissimo della camera oscura, a partire dall’orizzonte pop fino a quello postavanguardistico attuale.

Perché l’immagine, oggi, è assimilabile alle discipline pittoriche? A riaffrontare il tema della fotografia intesa come strumento d’indagine e riflessione, ci pensa Lattuada Studio con la mostra “A meno di ricorrere a una fotografia“, corposa collettiva di maestri e artisti di spicco del panorama internazionale.

Loretta Lux, Milo 1 (2004) (fonte: it.paperblog.com)

Un’ampia e variegata carrellata di opere per un viaggio esaustivo attraverso le diverse chiavi interpretative di questo mezzo di espressione. Apparizioni, simulacri e fantasmi che raccontano storie: Andy Warhol, Robert Mapplerthorpe, Nobuyoshi Araki, Loretta Lux, David LaChappelle, Paolo Vegas e molti altri danno vita a una rassegna suggestiva di sguardi, visioni e interpretazioni della realta’.

Una mostra davvero unica nel suo genere, realizzata in un ambiente inedito, una vera e propria galleria d’arte. Una di quelle dove di solito si espongono i quadri, le sculture…

A meno di non ricorrere a una fotografia presso il Lattuada Studio, in via Dell’Annunciata, 31 a Milano

Fino al 17 giugno 2012

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