Steve McCurry a Milano: firma copie per il nuovo volume India

di Elisabetta Spinelli

(courtesy of http://www.artslife.com)

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Steve McCurry arriva a Milano per una giornata in occasione dell’uscita del suo nuovo libro, India. L’11 dicembre il photoreporter incontrerà gli studenti di fotografia di IED Milano per una lectio a loro riservata (prenotazione obbligatoria) e, alle 18.30, incontrerà il pubblico presso il Mondadori Megastore – Piazza Duomo, Milano, per un firma copie del libro.

Dopo il successo di “Le storie dietro le fotografie”, Electa pubblica il nuovo lavoro di Steve McCurry dedicato a uno dei paesi più affascinanti del globo: l’India. McCurry viaggia in India da oltre trent’anni: la conosce intimamente e l’ha vista cambiare. Le foto contenute nel volume, capaci di consegnare al lettore il vero volto dell’India, alcune già famose, molte altre inedite e illuminanti, rivelano la bellezza di questa terra mettendone in risalto gli incredibili paradossi.

L’obiettivo di McCurry restituisce un mondo di luce limpida, colori accecanti e ombre scurissime, in un’atmosfera tanto malinconica quanto gioiosa. Forse i contrasti più crudi che il fotoreporter racconta riguardano il rapporto tra i ricchi e i poveri del Paese: il proprietario terriero con i trofei di caccia appesi al muro e il mendicante in agonia sui binari, del tutto ignorato dai passeggeri del treno; i piccoli questuanti bagnati fradici che accostano disperatamente le dita al finestrino di un’automobile per chiedere l’elemosina; la signora di Bombay, vestita e pettinata di tutto punto, accanto a schiere di macchine d’epoca e autisti in livrea, ma anche gli abitanti delle baracche con i tetti in latta di Mumbai e le maleodoranti discariche a cielo aperto.

Steve McCurry India coverTutto ciò fornisce una dettagliata rappresentazione delle spietate incongruenze che caratterizzano la realtà indiana, afferma William Dalrymple nell’introduzione al volume, che traccia un ritratto della società indiana attuale, delle rapidissime trasformazioni in corso in ambito economico, tecnico-scientifico e sul piano internazionale.

Il lavoro svolto da McCurry, documentato da questo libro, è ricchissimo di momenti eccezionali, di scatti preziosi e rivela un’altra delle contraddizioni più estreme dell’India: un paese da un lato avidamente materialista (l’ossessione per le grandi firme, l’estrosa macchina di Bollywood …), ma che dall’altro resta uno dei luoghi più spirituali del nostro pianeta, una terra profondamente intrisa di sacralità con un variegato mosaico di culti diversi. Gli elementi del paesaggio indiano (montagne e foreste, grotte e rocce sporgenti, grandi fiumi) sono considerati i lineamenti divini di un territorio sacro, dunque non inanimato ma assolutamente vivente. Nell’India di McCurry le religioni sono permeabili e filtrano l’una nell’altra: nei pressi del Tempio d’Oro, il tempio più sacro dei Sikh, un pellegrino indù allunga un braccio per toccare un albero sacro; un paesaggio himalayano innevato mostra i soldati dell’esercito indiano che, in grande difficoltà per le tempeste invernali, arrancano davanti a una chiesa, un tempio indù, una moschea …

McCurry è autore di bizzarre ma argute giustapposizioni in cui il colore delle vesti di un monaco buddista fa eco al rosso della pubblicità della Coca Cola alle sue spalle; in cui un uomo d’affari vestito impeccabilmente si reca al lavoro, con tanto di ombrello e ventiquattrore, attraversando le alte acque monsoniche ricolme di detriti; in cui le guardie di frontiera si spostano con i cammelli sulla sabbia senza tempo del deserto di Thar, imbracciando l’ultimo modello di fucile d’assalto.

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